Bambini da proteggere

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Ieri sera ho visto un telefilm sugli avvocati, che non avevo mai guardato, “The Practice”. Sotto accusa c’era una coppia incolpata di omicidio perchè aveva lasciato morire il figlioletto di tre anni di una grave malattia infettiva, visto che la loro fede gli proibiva di farlo curare da un dottore. Le loro cure consistevano nella preghiera e nelle bende fredde. Io ero con l’accusa, non si può lasciare morire un bambino in modo dolorississimo (gli si erano riempiti i polmoni di liquido e praticamente era morto soffocato), è giusto professare la propria fede, è giusto che ti curi come meglio credi, ma certo non è giusto decidere per gli altri… specie per un bimbo di tre anni che ha ancora una vaga idea su cosa si debba fare in certi casi e non può esprimere chiaramente cosa vuole e cosa pensa.. e se lui voleva essere curato? E se avesse voluto.. vivere? I genitori erano disperati (anche se poi la moglie era di nuovo incinta.. Anna Maria Franzoni docet) ma difendevano ugualmente il loro credo e dicevano di aver fatto bene, che non era vero che l’avevano lasciato morire, senza fare nulla, che avevano pregato per la sua guarigione.. La vicina chiamata come testimone aveva chiamato l’ambulanza sentendo i lamenti del piccolo, ma i genitori addirittura avevano rimandato indietro gli infermieri dicendo che c’era stato uno sbaglio. La domanda mi sorge spontanea: anche io pregherei, però, senza nulla togliere a Dio, senza che questa sembri una mancanza di fiducia nei Suoi confronti, pregherei nella sala d’attesa dell’ospedale. E poi io sono convinta che se la scienza è arrivata a questo punto, un motivo ci sarà.. Lui magari l’ha voluto e ci ha dato una mano.. no? Che poi i dottori a volte si sentano Dio stesso, quello è un’altro discorso. E’ imputabile alla pura e cieca vanità umana. E poi i genitori andavano dall’oculista e dal dentista.. loro li consideravano un “aiuto”, non dottori vero e proprio. A parte il fatto che entrambi sono dottori, ma poi anche un medico non è un aiuto??!! Ma non è questo il punto, ognuno, giustamente, fa quello che vuole ed è libero di credere in ciò che vuole. Per me è la base di ogni civiltà evoluta, la libertà. Comunque sia, il processo si è concluso con l’arresto dei genitori, e il bimbo appena nato (la mamma ha partorito mentre proclamavano la sua colpevolezza) è rimasto così, orfano di galera e non di morte, a soli 60 minuti dalla nascita, di entrambi i genitori. Allora mentre scorrevano i titoli di coda, mi sono chiesta se anche questo fosse giusto. Indubbiamente se avesse avuto una broncopolmonite i nuovi genitori o chi per loro l’avrebbero portato in ospedale, ma era giusto comunque lasciarlo senza genitori ancora così piccolo? Era giusto mettere in galera due persone che comunque non avevano ucciso intenzionalmente, ma solo facendo quello che reputavano giusto? Mi si potrebbe controribattere che non sono mai contenta, a ragione, ma io ci ho pensato lo stesso. E’ difficile una situazione del genere… perchè a volte non è solo tutto nero o bianco, ci sono grigi, e non solo grigio topo, ma anche grigio perla, grigio chiaro, grigio scuro… Non è giusto che il bimbo sia morto, a soli tre anni, di una morte lenta e orribile, per la negligenza dei genitori. Ma non è giusto neanche lasciare il fratello appena nato in mano a sconosciuti e trattare i genitori stessi come il mostro di Dusseldorf. Non so poi la pena che avevano dato a quei due, dicevano solo che li avrebbero imprigionati. Forse li avrebbero tenuti in gabbia solo un anno… o due.. o forse tutta la vita… chissà.. comunque sia era un caso di infanticidio, anche se non intenzionale. E l’assassinio di un bambino colpisce molto più che l’assassinio di un adulto, gli stessi prigionieri disprezzano e insultano profondamente gli infanticidi e i pedofili in carcere. In America poi, hanno un modo diverso di amministrare la giustizia.. se ancora possiamo chiamarla tale.

Pioggia….

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Ieri ha piovuto tanto sul mio paesello, e anche stamattina le nuvole nere hanno lasciato cadere i loro carichi d’acqua sui tetti delle case. E’ bello quando piove… A me è sempre piaciuto tanto, mi piace l’odore della pioggia, mi piace il rumore che fa quando cade sulle cose, mi piace pensare che il cielo lava la terra in un gesto gentile e affettuoso.. Mi piace guardare le grosse gocce che si infrangono sul vetro della mia finestra, le persone che corrono via cercando di coprirsi con quello che hanno, quando si sono scordate l’ombrello o la pioggia le ha colte di sorpresa. Sembra che abbiano in testa strani cappelli a forma di libro, giornale o valigette, e quando usano le giacche sembra che buffi, lunghi, grinzosi capelli gli siano cresciuti all’improvviso… Mi piace anche la pioggia fine, quella minuta che arriva silenziosa su zampine di gatto, dispettosa perchè arriva piano in modo che le donne di casa  non si accorgano della sua presenza e lascino bagnare i panni stesi.. Mi piace la pioggia, mi piace anche il suono del suo nome, “pioggia“.. è musicale, semplice, e ti fa venire in mente le gocce che cadono suonando musica jazz. Cattivo tempo.. per me non è cattivo, è buono, perchè sciacqua la terra, dà da bere alle piante, forse chissà, porta via le cattiverie delle persone… è romantico e bellissimo.. e rende le persone tutte uguali, bagnando il ricco come il povero. Acqua contro fuoco, l’eterna sfida degli opposti che si compensano..

Giustizia imperfetta

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Oggi al telegiornale ho sentito di un omicidio: un ragazzo, già incriminato per aver ucciso una ragazza un’anno fa ma assolto per insufficenza di prove e avvocati azzeccagarbugli, ha aggredito la sua ex fidanzata per motivi passionali, l’ha seguita, spiata, osservata a lungo, a lungo l’ha minacciata e ossessionata tramite sms con insulti e parolacce. Lei ha chiesto aiuto, ma non è stata ascoltata. Ha mandato lettere, comunicati, fatto telefonate, ma nessuno ha voluto accogliere quel grido d’aiuto che lei lanciava in cerca di protezione. E adesso di sicuro non potrà più parlare nè chiedere, sgozzata in pieno centro a Sanremo. Hanno chiesto al giudice che si occupava del caso cosa ne pensava: ha risposto che ci penserà quando rienterà dalle ferie, adesso vuole godersi le vacanze. Come dire, non rompetemi le scatole perchè adesso devo fare la settimana enigmistica. Come fa quel giudice assassino, dico io, a godersi il mare sotto l’ombrellone e risolvere i giochini del sudoku, come fa a guardare i suoi figli – se ne ha – senza pensare a quella che ha tolto al povero padre che ora piange rabbioso e triste in casa sua, come fa a ridere con la mogliettina che gli spalma la crema sulla schiena perchè non si scotti? Come fa? Lui è un assassino, sì, proprio così, complice del pazzo che ha tagliato la gola a quella disgraziata. Lui e gli altri.. Un giudice è solo un uomo, e gli uomini possono sbagliare, sono d’accordo. E come lui hanno sbagliato chi ha assolto l’omicida un anno fa. Per carità. Non sono nessuno per giudicare. Ma non si risponde così ad una mamma che piange disperata.. All’università mi insegnano che la legge è uguale per tutti, che tutti i cittadini hanno pari dignità davanti alla legge, indiscriminatamente da razza, religione, lingua e cultura. Lo dice la Costituzione Italiana (scrivo con la maiuscola perchè merita) che io adoro, e su cui si fonda il nostro Paese. Quando si diventa giudici si giura virtualmente fedeltà alla Costituzione, si giura di rispettarla e di far applicare la legge. Come i medici che prestano il giuramento di Ippocrate. E allora io, povera studentessa di giurisprudenza, pur sapendone ancora poco di casi e di leggi, mi sento di dare un consiglio a questo signore: chiuda la sdraio. Riponga la settimana enigmistica nella borsa da mare firmata Trussardi o chissà Dio cosa di sua moglie. Prenda i suoi oggetti, tutti, ciabatte, occhiali da sole, crema abbronzante, tutto. Vada a casa, si infili i panni da lavoro, torni in ufficio e si rilegga la Costituzione, creatura indifesa per la quale sono morti tanti uomini, la rilegga e riscopra il senso del suo lavoro. Poi prenda questo caso e se ne occupi, e come questo tutti quelli che le capiteranno sotto gli occhi… al mare ci andrà un’altra volta.. lo potrà sempre vedere. La ragazza che è morta mai più.