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Giustizia imperfetta

Oggi al telegiornale ho sentito di un omicidio: un ragazzo, già incriminato per aver ucciso una ragazza un’anno fa ma assolto per insufficenza di prove e avvocati azzeccagarbugli, ha aggredito la sua ex fidanzata per motivi passionali, l’ha seguita, spiata, osservata a lungo, a lungo l’ha minacciata e ossessionata tramite sms con insulti e parolacce. Lei ha chiesto aiuto, ma non è stata ascoltata. Ha mandato lettere, comunicati, fatto telefonate, ma nessuno ha voluto accogliere quel grido d’aiuto che lei lanciava in cerca di protezione. E adesso di sicuro non potrà più parlare nè chiedere, sgozzata in pieno centro a Sanremo. Hanno chiesto al giudice che si occupava del caso cosa ne pensava: ha risposto che ci penserà quando rienterà dalle ferie, adesso vuole godersi le vacanze. Come dire, non rompetemi le scatole perchè adesso devo fare la settimana enigmistica. Come fa quel giudice assassino, dico io, a godersi il mare sotto l’ombrellone e risolvere i giochini del sudoku, come fa a guardare i suoi figli – se ne ha – senza pensare a quella che ha tolto al povero padre che ora piange rabbioso e triste in casa sua, come fa a ridere con la mogliettina che gli spalma la crema sulla schiena perchè non si scotti? Come fa? Lui è un assassino, sì, proprio così, complice del pazzo che ha tagliato la gola a quella disgraziata. Lui e gli altri.. Un giudice è solo un uomo, e gli uomini possono sbagliare, sono d’accordo. E come lui hanno sbagliato chi ha assolto l’omicida un anno fa. Per carità. Non sono nessuno per giudicare. Ma non si risponde così ad una mamma che piange disperata.. All’università mi insegnano che la legge è uguale per tutti, che tutti i cittadini hanno pari dignità davanti alla legge, indiscriminatamente da razza, religione, lingua e cultura. Lo dice la Costituzione Italiana (scrivo con la maiuscola perchè merita) che io adoro, e su cui si fonda il nostro Paese. Quando si diventa giudici si giura virtualmente fedeltà alla Costituzione, si giura di rispettarla e di far applicare la legge. Come i medici che prestano il giuramento di Ippocrate. E allora io, povera studentessa di giurisprudenza, pur sapendone ancora poco di casi e di leggi, mi sento di dare un consiglio a questo signore: chiuda la sdraio. Riponga la settimana enigmistica nella borsa da mare firmata Trussardi o chissà Dio cosa di sua moglie. Prenda i suoi oggetti, tutti, ciabatte, occhiali da sole, crema abbronzante, tutto. Vada a casa, si infili i panni da lavoro, torni in ufficio e si rilegga la Costituzione, creatura indifesa per la quale sono morti tanti uomini, la rilegga e riscopra il senso del suo lavoro. Poi prenda questo caso e se ne occupi, e come questo tutti quelli che le capiteranno sotto gli occhi… al mare ci andrà un’altra volta.. lo potrà sempre vedere. La ragazza che è morta mai più.

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