Mese: gennaio 2008

E di nani e mortadelle…

Ora che finalmente sono libera dall’esame che tanto mi opprimeva (passato ieri!!!) posso dare libero sfogo alle mie riflessioni su questa ormai storica crisi di governo che tanto impegna i telegiornali e le orecchie di noi italiani. Non è una novità che il governo sia caduto: era la cronaca di una morte annunciata. Anche se io sono ancora convinta che Prodi credeva in quel che voleva fare. Lo vedi, tutto lì, piccolino, mortadelloso, pacioccoso.. ci credeva ci credeva. Però, quello che mi ha sempre trasmesso, è stata la sua poca verve nel fare le cose. Prometteva prometteva –  "insieme possiamo farcela!"  tutto incassato nelle spalle nelle sue interviste pre-elettorali – ma poi in concreto.. non so se si è impegnato più di tanto.. o almeno, a me è sempre sembrato che delegasse il lavoro agli altri. Che avesse poco spirito di iniziativa. Ed ora non c’è più, è ritornato dal salumiere da dove era fuggito. E chi abbiamo come alternativa? Il nano dai capelli trapiantati coi soldi nostri, lui, Silvio. Sono sempre gli stessi, sono …

Elektra

Indovinate? Ho letto un nuovo fumetto… ed indovinate di chi è? Ma di Frank Miller naturalmente.. ho scoperto che questo Frank ha monopolizzato buona parte del mondo fumettistico/cinematografico/televisivo. E a quanto pare, non vuole fermarsi. Lo vedi, tutto magrolino e timidino, ed invece con carta e matita sa il fatto suo. Ed anche con la pellicola visto che aiuta a dirigere i film presi dai suoi fumetti… Insomma, questa volta tocca alla bella Elektra, all’anagrafe Elektra Natchios, ma che non esita ad uccidere i suoi stessi commissari se si sente tradita o usata da loro. Quindi è un’assassina letale, svelta, infallibile e fredda come la lama dei sai con i quali firma il suo modo di uccidere: se vedete un uomo con i tipici pugnali giapponesi infilzati nel petto, allora sapete che è passata di qui.. Ad ogni modo, è pur sempre una donna: uccide sgozzandoli due che le avevano dato solo un dollaro per esibirsi su un palchetto di lap – dance, dove era andata sotto copertura proprio per ascoltare i loro discorsi, non …

.. di Marinaie Jazziste..

  Ecco dove vorrei essere in questo momento.. sdraiata all’ombra di una duna a guardare il mare, con un cappottone (il famoso peacoat da me tanto invidiato a Cortuska!) ed un cappello a nascondermi… solo il rumore del vento, lo stridio dei gabbiani e la lenta canzone delle onde che si ripete.. magari su Escondida..