Emmobastaveramenteperò, Essere me, Guardando nella stessa direzione., Il mondo fuori dal letto è cattivo.
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Giornata Paperino

Scrivo dalla prestigiosa università di giurisprudenza sita IN Firenze, tentando nell’attesa di ingannare il tempo fino alle due… oggi è stata semplicemente una giornatina di quelle coi controfiocchi, o meglio una mattinatina, perchè ancora non è finita ma spero che lo sia.. inizio svegliandomi alle quattro. Così, senza un perchè, e naturalmente non riesco più ad addormentarmi.. dopo essere uscita di casa, dopo che l’mp3 si era scaricato, dopo mezz’ora di macchina, più due ore e mezzo di pullman con tipa accanto che russa, più un’altra mezz’ora di fila per arrivare nel capoluogo toscano, sono arrivata a lezione per scoprire che il prof sarebbe andato via prima per consiglio professori. Quindi ho fatto tutta questa fatica per mezz’ora.. E vabbè.. vado a vedere se mi hanno dato il cambio di corso, ma ancora niente. Penso che almeno posso comprare il libro nuovo, perchè se ho una botta di deretano non devo tornare a Firenze per comprarlo ma ce l’ho già.. in ogni caso dovrei ritornarci a Firenze, visto dove abito io non vendono i libri per l’università. Ed in ogni caso potrei rivenderlo se andasse male, recuperando i soldi. Ma se va bene.. Per comprarlo però devo vendere i miei vecchi libri (eh sì, come Pinocchio..) delle scorse edizioni che non uso più, visto che i prof vogliono le nuove. Vado alla libreria via Laura, che si occupa di libri usati, anche se è in via Forlanini, per effettuare la vendita, ma non li vogliono perchè sono vecchi. Guardo il ragazzo che da dietro alla cassa rifiuta la mia merce di scambio. E’ pelato, porta un maglione con lo scollo a V blu scuro a rombi ed ha un’aria da insopportabile primo della classe. Nonchè tono da insopportabile primo della classe. La ragazza dietro di lui invece è più gentile, e mi guarda comprensiva. Grazie, volevo dirgli, se erano nuovi, non li vendevo.. Chiamo mamma per dirglielo e lei dice che a questo punto devo tornare per forza qui per comprare il libro nuovo se mi danno il cambio di corso, io le dico sì con un sospiro di rassegnazione. Lei mi chiede perchè quel tono e io le rispondo che fare un viaggio solo per un libro mi sembra assurdo. Lei mi punzecchia e io già innervosita la saluto, perchè non fa altro che inacidirmi ancora di più, e non voglio litigare con lei. Detto ciò incontro per strada i comunisti, quelli della memoria e quelli di forza Italia con i loro volantini di alcuni post fa e dei muratori che fanno apprezzamenti, come dire, coloriti.. Che dire? Speriamo che la mia giornata sfigata con periodo annesso sfigato sia finito qui.. l’unica cosa bella è che vado a comprare la mia fedina oggi, che ho perso due sabati fa, anche se sola, e che ho sentito il mio Ste, che viene a prendere il fratello alla stessa ora in cui arrivo io alla stazione ma che non potrò vedere per i suoi impegni..

Aggiunta: Scrivo da casa mia. Per pranzo ho mangiato un panino ed una fetta di torta al cioccolato, perchè la tipa musona non ha capito che la volevo alla fragolae mi ha dato quella accanto a quella che indicavo. Non potendo replicare perchè ero in ritardo per il pullman cittadino che intravedevo dalle vetrine del negozio, ho preso la fetta di torta al cioccolato senza replicare, (E non è una scusa per dire che in realtà volevo quella al cioccolato..quest’ultima è buonissima, l’avevo già mangiata. 😀) e di corsa col panino in bocca sono andata alla fermata. Qui sono passati naturalmente tutti i pullman della città tranne il mio, visto che malgrado il mio sforzo il caro bus n°23 non mi aveva aspettato: ragion per cui ho potuto consumare il mio panino tranquillamente. Mi rimaneva la mia fettina di torta da un euro, ma ho deciso di gustarmela con calma nel pullman del ritorno, anche perchè tra il biglietto di quello cittadino, la borsa che pesava mezzo quintale (vedi ragione libri descitta sopra) e la gente che spingeva non mi sembrava il caso.. così ho tenuto in mano il sacchettino che la conteneva e sono partita alla volta della stazione. Acchiappato l’ultimo posto disponibile sul pullman che mi avrebbe riportato nel mio capoluogo di provincia, ho aperto l’invitante sacchettino, scoprendo mio enorme malgrado che l’intero contenuto della torta, quindi tutto il cioccolato, quindi tutta la parte migliore, si era ahimè spalmato contro il suddetto sacchettino, pur avendolo tenuto in mano con tanta cura proprio per evitare tutto questo… morale della favola: ho mangiato solo la pastafrolla di quel pezzettino di torta. Insomma, una giornata da cancellare… mettici anche la coda che ho trovato al ritorno e abbiamo finito. Cosa ottima ed essenziale però di tutta questa storia e giornata, è che

e questo mi ripaga ampiamente di tutte le angherie della sfortuna da me subite oggi..

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7 Comments

  1. 🙂 che splendida che sei:-) dopo tante disavventure di basta una bella cosa per sorridere ed essere contenta:-) sei davvero una personcina meravigliosa:-)
    Un abbraccione tenerissimo:-)
    marco

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  2. Cavolo, mi dispiace che il tuo arrivo a Firenze sia stato così traumatico… Magari era solo una classica “giornata no”, dai… 😉
    E poi alla fine è finita bene, no ?!

    A presto ! 😉

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