Sigle&Pubblicità

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A breve su Italia uno trasmetteranno in prima tv un film, Red Eye, che avevo già visto in dvd a casa di un mio amico. Sapendo dunque tutta la storia e guardando la pubblicità che ne hanno fatto, mi sono resa conto degli spoileroni che ci sono e che tolgono gran parte della suspance allo spettatore: in pratica già ti dicono chi è cosa nello spot.. In realtà red eye non è un gran film, per essere stato girato da Wes Craven. Ma ricordo che una cosa bella della pellicola era proprio l’insospettabilità del cattivo: sembrava solo uno appiccicoso che voleva provarci con la persona più buona dell’universo. Il resto è scontato. La fine si sa già qual’è a metà del film, (quando scopri chi è il cattivo) per cui se togli proprio l’unica parte originale che ti sorprende, è finita. Così come le sigle. Non so se ci avete fatto caso, ma le sigle dei cartoni ti raccontano tutta la trama in pratica… prendo Sailor Moon, la famosa combattente che veste alla marinara. Tutto il cartone, per le sue 46 puntate, si snoda lungo la perigliosa ricerca della principessa della luna, che potrà salvare il mondo dal buio eterno. In realtà vi sono numerosi indizi che ci fanno capire agilmente chi è questa principessa, già a metà della serie, come la sua figura che appare in controluce in sogno al bel Marzio (il viso non si vede ma ci sono gli inconfondibili codini!) o il fatto che stranamente solo lei abbia le armi/poteri più potenti, le uniche che riescono a distruggere le demoni mentre le altre guerriere le feriscono/indeboliscono soltanto. Comunque. Ad un bimbo che vuole godersi in pace le  prime puntate cercando insieme alle protagoniste la famosa principessa, tutto viene svelato nei primi minuti, quando al ritmo di "sailor moon principessa di un regno che non sai dov’è" e l’ immagine di Bunny in veste regale la soluzione viene presto servita. E con questo non voglio dire che le canzoni dei cartoni non siano belle: io adoro le sigle dei cartoni (solo quelle dei MIEI cartoni, perchè quelle di ora, per carità…come i cartoni stessi) ma svelano gran parte dei misteri… anche se i protagonisti sono un pò tonti: possibile che non si riconoscano solo indossando un gonnellino ed un diadema? Forse quelli che hanno bisogno della sigla – spoiler sono proprio loro… 🙂

 

Pacchi

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Ieri ho ricevuto il pacco che tanto aspettavo: la mia tastiera pieghevole,  il mouse wireless, i miei 25 dvd. Insieme al pacco di cartone "normale" c’era però anche un’altro pacco, o meglio, un sacchetto nero in tutto e per tutto simile a quello della spazzatura. A questa vista ho pensato: "ma che il corriere mi ha preso per la discarica?". Man mano che si avvicinava però, vedevo delle scritte sul sacco.. Sbrigate le faccende amministrative ho  esaminato meglio la busta, e ho letto "L’apparenza inganna!  Qui si produce! Non solo monnezza!"  e apertolo ho trovato una maglietta con la sigla del sito dove avevo acquistato la merce. La ditta è  campana, e nella lettera allegata c’è spiegato che vogliono eliminare i pregiudizi delle persone riguardo quella bella regione che è la Campania e dalla quale anche io provengo. Ho subito provato un moto di stima e simpatia, ammiro questa ditta, fa bene ad agire così. E poi i loro prezzi sono davvero buoni, oltre che le consegne rapide. Hanno conquistato anche i miei, (anche perchè colpiti nel loro orgoglio campano :)) e mi hanno detto che la prossima volta compreremo di nuovo da loro. Bene bene… ho già visto la cartuccia nera della stampante a poco prezzo.. quella che abbiamo ora è quasi finita. Gran cosa la diplomazia.. ^^

 

Promethea

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"Io son Promethea, è il nome mio l’idea
Di quello avvinto a una roccia sotto il sole
Che rapito la Celeste fiamma avea.

Io son Promethea, il padre mio morto piango,
le sue ossa martiri, sporcate d’Eresia
Da chi vuol mutare l’oro in piombo e fango,
Deturpare il mondo con turpe alchimia.

Io son Promethea, adottata da un Dio
Cresciuta tra valli irreali e colli e fonti,
Si narra nella materia il racconto mio,
Ma la mia materia vive nei racconti.

Io son Promethea, io son colei sospesa
Tra terra fissa e correnti immateriali,
Un pensier che corre sulla materia estesa,
E i sandali che calzo son mortali.

Io son Promethea, dalla chiarezza pura
Della Mente mi chino alla Terrena Meta,
Dal giorno della Fiaba scendo alla dura
Notte dei Fatti, da sogno divento creta.

Io son Promethea, io son la diceria
Che Ragione vuol piegar perchè sia meglio.
Son quel che resta di un libro messo via…
Io son il sogno che non termina al risveglio.

Io son Promethea, la scintilla dell’arte, son l’ispirazione, il desiderio, il gioco.
L’immaginario che dall’umano parte, io son Promethea,
e il mio dono è il FUOCO!"

PrometheaQuesta è la poesia su Promethea, che una ragazza come tante altre, Sophie Bangs, scrive sotto raccomandazione – ehm ehm ordine – di un donnone minacciato da un esdè, creatura sovrannaturale quanto malvagia. Scrivendo queste parole l’esile Sophie si trasforma in una donna robusta, bellissima, dagli occhi bianchi e i tatuaggi sul corpo, ricoperta da un’armatura dorata e un caduceo in mano. E, come aggiunge la sua amica Stacia Van der Veer, cinica e sarcastica compagna di scuola di Sophie, patita di Weeping Gorilla, anche da un prosperoso balcone fiorito sul davanti. Promethea è la reincarnazione della fantasia, nasce nell’immaginario, vive nell’immateria, il luogo dove i sogni e gli incubi degli uomini prendono vita e  sopravvivono loro ed esiste ancora prima che qualcuno scriva di lei. La leggenda di Promethea si perde nel tempo. Si sa che da bambina, molto molto tempo fa è stata adottata dagli dei gemelli Thot ed Hermes, dopo che il padre era stato ucciso perchè sospettato di congiura, dove è vissuta e cresciuta non come essere umano ma come storia, e poi si è via via reincarnata nelle persone che si interessano di lei. Non importa se uomo o donna, lei si reincarna, semplicemente, con i suoi capelli intrecciati e il suo viso etereo. Ha molti poteri, tutti derivanti dalla magia: io ho letto solo il primo volume della saga, dove Sophie deve essere iniziata ai suoi poteri, che ancora non governa bene anche perchè non li conosce nemmeno. La prima Promethea visse nella fantasia di un poeta, Charlton Sennet, che immaginava la dea nella sua amante – nonchè cameriera – Anna. Abbandonato dalla moglie per questo motivo, e persa Anna per il parto del loro bambino (la vera reincarnazione di Promethea) che è evaporato durante la nascita, a dimostrazione che Promethea è una creatura immateriale, Charlton impazzì insieme ai suoi demoni letterari e non. In seguito la dea si è reincarnata in Margaret Taylor Case, Grace Brannagh, William Woolcott, Barbara Shelley  ed infine la nostra Sophie Bangs, dalla madre alcolista che passa naturalmente andando di male in peggioda un uomo all’altro. Gli esdè e tutte le difficoltà del mondo sono scagliate addosso alla nostra protagonista da una misteriosa setta segreta, di cui ancora nemmeno il lettore conosce l’identità. Aspettando impazienti il prossimo volume, provate a scrivere una poesia su Promethea: magari vi trasformate anche voi.. 😀

P.S. Il disegno è mio, l’ho fatto con le mie mani e un matita nera di nome Bluekover.com. Il disegno da dove ho preso ispirazione era la copertina del volume che avevo, e che si trova cliccando sulla prima "Promethea" colorata, la sesta parola dall’inizio del post dopo la poesia. Non c’è paragone con Alan Moore e J.H. Williams III, ma volevo divertirmi un pò.. 🙂