Mese: aprile 2008

… e di ricordi nostalgici…

Stasera sono in vena di malinconie. Sarà la primavera, sarà la fame, sarà quel che sarà.. ma ripensavo con nostalgia ai "miei" cartoni, dopo aver visto che obbrobri trasmettono ora ai bambini. I miei cartoni, quelli degli anni ’80, erano davvero bei cartoni. Non erano solo fatti per divertire e dare una mezz’oretta di svago dai compiti a casa, ma erano dei moniti, ti facevano voglia di essere migliore.. ti insegnavano qualcosa insomma. Prendiamo la indimenticata Anna dai capelli rossi: è una bambina particolarmente sfortunata, ha i capelli rossi, cosa che al suo tempo, a quanto ho capito, era una faccenda non proprio gradevole, è magrolina, smunta, bruttina e per di più orfana. Un giorno viene adottata, per volere del caso, da una coppia di fratelli ormai non più in giovane età, e la sua vita cambia.. è buffa, pasticciona, imbranata, ha una grande fantasia ed è molto timida, ma avendo le occasioni e impegnandosi seriamente arriva prima agli esami di ammissione ed ha l’opportunità di vincere una borsa di studio potendo fare l’insegnante, suo …

… e di antipatie e di antipatici..

Premetto che la non mi piace. Non mi è mai piaciuta. E mai mi piacerà. Vedere due che si pestano fino a farsi una maschera di sangue non mi attira, anzi, mi dà fastidio. E sapere che probabilmente moriranno un giornodi qualche embolia perchè hanno ricevuto troppi colpi alla testa negli anni mi fa quasi senso. Ma ce vò quando uno ti sta davvero sulle scatole..   Proprio "t’esce dar core" quel: "E dai!!!!!!!!!" E non si può.. in un crescendo di arroganza te lo fanno proprio odiare il nemico dell’eroe capellone… ti fanno uscire la parte animalesca e brutale che è in te.. a saltare come deficienti sul divano gridando il nome del vitellone.. Ora capisco perchè la boxe è spettacolo.. P.S. E’ che ho riguardato le scene clou di Rocky oggi… e allora.. 

… di mietitrici e mietitori…

Il titolo del post non è molto allegro, lo so, ma ieri sera mi è capitato di guardare "Il senso della vita", con Bonolis, e ospite del momento era il dottor Riccio, il dottore che ha  staccato la macchina che teneva in vita Piergiorgio Welby, esaudendo il suo desiderio di morire.  E’ stato chiesto a Riccio cosa avesse provato, sia prima che dopo aver staccato la macchina, cosa significasse per lui la vita, e se ha paura della morte. All’ultima domanda lui ha risposto di averci pensato solo quando è nata sua figlia, che ora ha sei anni, dicendo che lui ha paura di morire prima che la figlia sia abbastanza matura da poter affrontare sia la sua morte che la vita senza di lui, pur riconoscendo che non c’è un età giusta in cui definire una persona matura a questo proposito. Riflettendo su quanto aveva detto, ho girato la domanda verso me stessa, chiedendomi se io abbia paura della triste mietitrice. E la risposta è stata sì, io ho paura della morte, ma non …