…E di altri premi inaspettati… !!!

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Di nuovo un premio, stavolta per l’Awards Top 5, datomi dal mio buon amico Brunez.

Insieme al premio, l’arduo compito di consegnare a mia volta lo stesso:

Grazie ancora per il premio accordato.. 😀 Sospetto che queste iniziative siano cominciate con la voglia di fare catene, ma si sa che le catene le odiano tutti, così si è pensato ad un premio.. si sa che i premi li amano tutti.. :D:D:D
Che dire? Sono felicissima.. grazie Brunez!!!!

MaskOscar

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….E della fine delle Olimpiadi….

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Ammetto di non essere mai stata una grossa sportiva. Nemmeno di quelle da divano, panino e birrozza alla HS. I miei sensi sportivi si attizzano quando gioca l’Italia, e gli unici due sport che ho fatto nella mia vita sono l’equitazione e la danza classica, se la seconda può definirsi sport. Insomma, due attività in cui non ci si muove un granchè, o quantomeno, non come in un nuoto o in un tennis.

Ma.

Quando ci sono le Olimpiadi comincio a fremere, ed i miei istinti assopiti di risvegliano, fremono, friccicano. A me le Olimpiadi sono sempre piaciute tantissimo. Sarà per l’ideale che trasmettono, sarà perchè vedere tanti uomini così seriamente impegnati e così seriamente determinati a raggiungere uno scopo, per il quale hanno sudato e lottato, e si sono impegnati anima e corpo mi sprona, mi fa pensare a quanto li ammiri, e mi fa sentire tanto piccola rispetto a loro. Non solo per i miei connazionali, di cui ho perso pochi scontri, ma per tutti coloro di cui, naso al televisore, ho guardato le imprese. Ed ho conosciuto Usain Bolt, l’uomo che ha un destino nel cognome, ho conosciuto la mia omonima Valentina Vezzali, vincitrice di tre ori consecutivi, ho conosciuto il tenero Francesco D’Aniello, sul quale nessuno puntava perchè troppo vecchio e da troppo poco tempo tiratore al volo, (solo otto anni di preparazione e già alle Olimpiadi. Ed un argento. Mica male il "vecchio".) ho conosciuto Alex Schwazer, rispettoso di suo nonno e della sua privacy, che però pur tanto riservato non è riuscito a trattenere le lacrime. Ed insieme a loro, altri, la cui passione mi ha commosso ed emozionato a tal punto che quando vedevo qualcuno piangere avevo voglia di piangere anche io. Come l’americana che al salto ad ostacoli è caduta fregandosi la gara, e versando dignitose lacrime tradite solo dal suo viso contornato di trecce bionde è tornata al suo "box". A me è venuto il groppo in gola, io ho tifato e sperato e provato brividi quando volevo che qualcuno a cui "tenevo" vincesse. Sia negli sport antichi, quelli nobili e basilari, come il sollevamento pesi, o la marcia, o il lancio del giavellotto, o la corsa, sia in quelli moderni, leggeri e tecnologici, dove quello che conta non è solo la prestanza fisica o l’allenamento, ma anche tanta testa e tanto studio, tecnica e forse anche un pizzico di computer. Come la scherma, o i tuffi, o la ginnastica ritmica e il nuoto sincronizzato, quattro sport tra i miei preferiti, anche se provo una sorta di fascino indescrivibile per quelli antichi, vetusti e con una sorta di autorità che quasi mette soggezione.

Posso dirlo?

Altro che calcio. In questo paese si dà troppa importanza al calcio. C’è calcio dappertutto. Calcio la mattina, calcio la sera, calcio di pomeriggio. Calcio calcio calcio. Ed ancora calcio. Calcio nei giornali, nelle pubblicità, nei libri, calcio su internet, nelle pagine rosa, nelle riviste di moda. Calcio il sabato sera, calcio nei discorsi, calcio nei giochi.. E basta… lo si vede poi che fine fa, il calcio. Non risolve i problemi del Paese, come sembrava che facesse quando si vinse i Mondiali, e per me, per una mia opinione spassionata di poca intenditrice di sport, quelli non sono atleti. Non ci mettono la fatica, e l’anima, e il sangue ed il sudore. Loro giocano per denaro. E quando si gioca per soldi tutto si annacqua e si perde, anche la passione che (indubbiamente) avevano, squattrinati e derelitti, all’inizio della loro carriera. Perchè allora giocavano per divertimento, e per passione, e per superare i loro limiti. E’ inutile impegnarsi perchè tanto si viene pagati comunque, come quel disgraziato di Toni che probabilmente pensava alle bimbeminkia/veline/carotine/cretine del Gilda quando agli Europei ha fatto la sua misera figura. Eppure lui era bravo, io l’ho visto, perchè, come dicevo prima, i miei istinti si risvegliano quando gioca l’Italia, che io amo tanto, e a cui tengo tanto, anche se ora poverina è governata (ed abitata) male. E mi ricordo come agli Europei scorsi venturi mancassero tante cose: la grinta, la volontà, il foco sotto al sedere, Zidane, la sorella di Zidane.. Tanti, forse troppi elementi. E quel Toni a cui avevo una gran voglia di tirare una scarpa. Lì, dove la radice del naso si allarga chiudendosi a cerchio negli occhi. Proprio lì, diritto. Non che nelle Olimpiadi non sia mancata qualche bustarella, o qualche piccolo innocente imbroglio, ma insomma..

Altro che calcio.

E altro che mondiali.

Questi sono Mondiali, Mondiali dove giocano tutti, belli, brutti, cinesi, americani, africani, etiopici. Dove chiunque può esprimere se stesso, e la sua fatica, e la sua voglia di vincere per vedersi un cerchietto d’oro al collo, ma non per l’oro, o per i soldi, o per la fama, ma per il simbolo, per il principio che rappresenta, perchè quella medaglia è fatta dalle goccie del suo sudore, dal suo sangue, dai suoi sogni, e dai minuti che ha rubato ai suoi cari. Chissà se i calciatori l’hanno fatta la fatica che hanno fatto loro, o se la loro si è limitata ad un allenamento sul campo.

A me, l’unico che veramente dà fiducia ed ammiro, è Buffon. Semplice, pulito, e senza arie. E senza pubblicità. E con il ruolo più difficile di tutti, perchè quelli più bravi sono sempre messi in ombra da quelli che spiccano in primis, e che hanno il ruolo più facile: il portiere dal cannoniere, il batterista dal cantante, lo scenografo dalla ballerina, le Olimpiadi dai Mondiali/Europei/Quartidifinale/Terzidifinale/Secondidifinale/Primidifinale/Derbydelcuore/Torneini/Partitellevaie/allenamenti..

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La diligenza del buon padre di famiglia

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Io che – purtroppo? per fortuna? – ho studiato diritto privato, ho letto spesso e volentieri una frase ricorrente negli articoli: "..usi la diligenza del buon padre di famiglia.."; "… con la diligenza del buon padre di famiglia..", per indicare l’onestà e l’impegno concreto messo nella stipula di un contratto nel mantenere l’impegno dato.
L’altro giorno però ho letto la notizia di un padre che, dopo essersi completamente spogliato ed aver spogliato le proprie figlie, ha messo la più grande a cavalcioni su di lui e ha cominciato ad accarezzarla. Dei bagnanti lo hanno visto e hanno chiamato i carabinieri, uno gli si è avventato addosso picchiandolo e offendendolo. All’arrivo delle forze dell’ordine l’uomo si è difeso affermando di essere stato frainteso, che stavano facendo solo "un innocente gioco in acqua". Ora. Non erano in acqua, e non mi sembrava molto.. innocente. Il buon padre di famiglia ora è agli arresti, e le bimbe sono tornate a casa con la mamma. Verranno visitate per stabilire se hanno subito abusi anche precedenti al fatto, ma negi loro ricordi resterà comunque questa brutta avventura. In ogni caso, veder picchiare il proprio genitore non è una bella cosa. Figuriamoci se poi veramente questo brav’uomo ha abusato di loro.

Non si deve giudicare a priori, lo so. Ma per me, quello che stava facendo lui non erano "semplici giochi nell’acqua"..