La piattaforma impazzita ed altri racconti

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Vi presento il mio nuovo template, anche questa volta fatto tutto da me, se non consideriamo il codice che è di Pannasmontata e che ho modificato. Che ne pensate? L’ho cambiato perchè sinceramente ero stanca di tutto quell’appiccicume.. Oggi Splinder fa i capricci, almeno per quando mi riguarda, quindi se vedete il font troppo piccolo non temete: domani, o più tardi, quando si sarà ripreso, provvederò ad aggiustarlo.

Aspetto le vostre opinioni! 😀


Aggiunta delle 18;05: ora il font mi sembra leggibile, ma fa sempre qualche capriccio.. ogni tanto non parte la musica e, essendo su Linux, non posso vedere come si vede in IE. Domani sarà perfetto… 🙂

Wall-e…….

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Ieri sera io ed il mio gentiluomo di fortuna siamo stati a vedere Wall-E. E me ne sono innamorata perdutamente. E’ meraviglioso, buffissimo, tenero e mi ricorda Paperino, il che non guasta mai, essendo il mio personaggio preferito. Devo ammettere che fin da quando vidi il suo musetto metallico sul cartonato del cinema che ne annunciava la sua uscita prossima ventura me ne infatuai, quando ascoltai la sua vocina cominciai a pensare sempre più spesso a lui, e quando ieri sera ho riso, mi sono commossa, ho trepidato (eh sì, trepidato) allora mi sono accorta che era proprio amore. Assomiglia un pò ad ET, se ci fate caso, con quel collo lungo e gli occhioni, e, ripeto, è Paperino in quanto a imbranataggine e tenerezza, ma è un qualcosa di favoloso… quando chiama la sua amica Eve con quella vocina ti fa sciogliere, e dimostra di voler bene più lui alla Terra che gli uomini stessi. Wall-E è un film molto profondo, non solo molto carino. E’ fatto benissimo (non so che razza di computer abbiano quelli della Disney/Pixar ma mi piacerebbe averli pure ed anche io, sebbene ci impiegherei un giorno solo per capire dove s’accende), con degli scenari talmente realistici da farti sentire veramente nello spazio, e tanta umanità. Sì perchè i robot del film sono umani: lui, il mio piccolo batuffolo di viti e bulloni è sfortunato, curioso, intelligente, innamorato, assonnato.. lei, la protagonista, Iiiiiiivaaaaaa (che in realtà si chiama Eve) è bella, perfetta, testarda, ligia al dovere, perseverante, coraggiosa. E poi ci sono i robot pazzi (il mio preferito è il pugile), il robot classico inquadrato e freddo, che obbedisce senza fiatare, quello fissato con la pulizia, e gli umani, che non fanno una bella figura ma che alla fine si riscatteranno. E le musiche. Perfette. Ed il tutto viene ottenuto senza alcuna battuta da parte dei robottini, che a parte qualche parolina ed i nomi non dicono niente. Insomma, posso dirlo? Sarà il tormentone per i prossimi sei mesi probabilmente, ma non resisto….

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… e di pinguini venuti a trovarmi…

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Finalmente monto Linux invece di Winzozz sul mio beneamato portatile. Ce l’ho fatta. Ebbene sì. All’alba del Linux Day, finalmente anche io posso dire di essere in Africa quando accendo il pc. Devo dire che, per chi è sempre stato abituato alla creatura di Bill, Linux è un qualcosa di diverso, strano ed alieno. E’ completamente differente: è TUO. Nel senso che puoi decidere quel che ti pare, temi, colori delle finestre, i font del sistema (vuoi che la dicitura delle cartelle sia in Georgia piuttosto che in Arial? E’ presto fatto, anche se i nomi in Linux sono diversi rispetto a Winzozz. Vuoi che il tema del computer sia ispirato a Vista? Si scarica, e così via, come le skin per msn, per farvi capire meglio. Si sceglie la skin che si vuole e si applica, semplicemente, e magari hai tutto il computer con la skin di Indiana Jones, o africana, o – bleah – rosa shocking.) e così via. E il principio non si applica solo alla grafica, ma a tutti i piccoli comandi che si danno normalmente ad un pc: apri il prompt dei comandi, che in Linux si chiama terminale, e scrivi cosa vuoi fare. E lui te lo fa. Ho rimappato la tastiera ieri, visto che tre tasti sono partiti, e non ho dovuto scaricare programmi al termine dei quali avrei dovuto riavviare il pc per applicare le modifiche: ho semplicemente scritto il comando da terminale e lui mi ha rimappato la tastiera, mettendo il tasto uno al posto del tasto windows di sinistra. Insomma, un piccolo miracolo, un sistema bellissimo, dove chi sceglie sono io e non i programmatori. Anche se, a dire il vero, per ora sono un pò incartata: avendo mangiato sempre la pappa pronta di zio Gates, non sono avvezza a nuove pietanze; anche per i tasti di cui sopra ci ho passato l’intera mattina, ma come si dice, la voglia di sapere è propria dell’essere umano, e spero di riuscire presto ad essere padrona del mio piccolo Ubuntu. Grazie anche all’aiuto del mio uomo, informatico più esperto di me e già possessore di Linux da più di un anno, certo. 🙂