Mese: gennaio 2009

Errata Corrige

Non so perchè, ma serpeggia la strana convinzione nel mondo che purtroppo si scriva pultloppo. Non so se è per moda (come l’uso indiscriminato della k) ma a me dà veramente fastidio. Credo sappiano chi usa il k al posto del ch (ed ora anche della c dura) che in italiano vero, e non quello degli albori, quello ancora bastardo tra latino e la nostra lingua, dove si scriveva kuelle, ma non per moda, si scrive che e non ke. Ma questa cosa del purtroppo ho paura sia una convinzione ben radicata. Ho paura che siano veramente convinti che si dica pultloppo. Come i cinesi. Ma loro sono giustificati. Effetto della globalizzazione?  Allora, per tutti i bimbominkia che passano di qua (sono solo loro che lo scrivono, stranamente) si dice PURTROPPO In una frase? Purtroppo tu sei un bimbominkia. Purtroppo non sopporto che si cinesizzi la mia lingua inutilmente nè che la si storpi altrettanto inutilmente. Putroppo si scrive purtroppo. Purtroppo è con la R e non con la L. Domani l’uso delle maiuscole in …

I have a dream

Ho appena ascoltato il discorso di Obama nel momento di insediamento alla Casa Bianca. Ora è ufficialmente il presidente degli Stati Uniti d’America. Sono contenta che ci sia lui, davvero. Non ho mai sopportato quella faccia di culo – permettetemi il termine – di Bush junior, figlio di papà, nel vero senso della parola, messo lì per volere del babbo, non per volere del popolo. In un modo più che mai evidente. Odio quell’uomo. E’ come Filiberto di Savoia, che balla con le stelle ed è re dei sottoli per esser più simpatico (ma dove poi…?), ha la stessa faccia viscida. Un pò come Silvietto nostro che ho ritrovato persino sul cartone della pizza che ho mangiato sabato (c’era l’immagine di un dentone pelato e nano che suonava il piano… pubblicità subliminale…) Quello che mi ha colpito di più sono state due cose. Due.. come dire, note stonate. La prima, grazie alle informazioni di una struccatissima quanto infreddolita Giovanna Botteri, è che il nome completo di Obama è Barack Hussein Obama II. Parente? Non è …

Giulio Scarpati

Ieri sera io e S. siamo stati al teatro, a vedere “Troppo buono“, di Giulio Scarpati. Non ho mai visto il teatro del mio piccolo paesino così gremito, forse attratti dal ridondante nome che recitava sulle scene. Con mio grande gusto i nostri posti erano sul loggione, per cui ho potuto godermi le signore che si apprestavano a vedere lo spettacolo comodamente seduta dall’alto. E qui, le risa. Eh sì, perchè le signore che vanno al teatro, devono infiocchettarsi tutte, e truccarsi, per essere in tono con l’ambiente. E fare l’occhietto al bell’attore dallo sguardo celestino, magari credendo di essere ricambiate. E dunque ecco sfilate di donne ultra cinquantenni, riccamente ornate di pelliccie (spero ecologiche) di tutti i colori (paglia e marrone, marrone e marroncino, nera e bionda) dal quale spuntava una testa avvizzita e ricoperta di rughe, ma con grossi e pesanti orecchini a far bella mostra di sè ed accecare i poveri che incorrevano nel loro sbrilluccichìo, labbra simili a prugne secche con un rossetto dello stesso colore mordicchiarsi nervosamente, occhi dalla palpebra …