I have a dream

Ho appena ascoltato il discorso di Obama nel momento di insediamento alla Casa Bianca. Ora è ufficialmente il presidente degli Stati Uniti d’America. Sono contenta che ci sia lui, davvero. Non ho mai sopportato quella faccia di culo – permettetemi il termine – di Bush junior, figlio di papà, nel vero senso della parola, messo lì per volere del babbo, non per volere del popolo. In un modo più che mai evidente. Odio quell’uomo. E’ come Filiberto di Savoia, che balla con le stelle ed è re dei sottoli per esser più simpatico (ma dove poi…?), ha la stessa faccia viscida. Un pò come Silvietto nostro che ho ritrovato persino sul cartone della pizza che ho mangiato sabato (c’era l’immagine di un dentone pelato e nano che suonava il piano… pubblicità subliminale…)

Quello che mi ha colpito di più sono state due cose. Due.. come dire, note stonate.

La prima, grazie alle informazioni di una struccatissima quanto infreddolita Giovanna Botteri, è che il nome completo di Obama è Barack Hussein Obama II. Parente? Non è che si trova lì perchè pure lui è un raccomandato? Ma non voglio pensarci. Per me, Obama è un viso pulito e carino, e voglio credere che cambi le cose, che sia diverso da quelli che lo hanno preceduto. Almeno in questi primi tempi, voglio crogiolarmi nell’idea che il mondo si possa cambiare. E che le persone oneste esistano ancora. Io sono sognatrice, si sa.

La seconda è stato il vestitino giallo con scarpette et guanti verdi di Michelle, la new first lady. In verità non le stava male, poi lei è bella e, come dico sempre, i vestiti particolari sono belli o brutti a seconda di chi li porta. Tipo le giacche leopardate, o le scarpe di serpente. Cose che io classifico come kitch a prima vista, ma che, addosso ad alcune persone, ho ammesso che donavano. Questo vestito, fatto da una stilista cubana, a lei dona, anche perchè lo sa portare. Ed anche perchè lei dev’essere simbolo di speranza, allegria e vitalità.. infatti Laura Bush veste di grigio.

Concludo con una raccomandazione ed un rimpianto.

Ovvia Obama, ora che sei presidente, cerca di risolvere la crisi che qui abbiamo bisogno di soldi. Perchè la crisi americana colpisce anche l’Italia, e gli altri paesi in generale.

Vorrei che Martin Luther King fosse ancora vivo, per vedere realizzato il suo sogno. Oggi, se ci fosse ancora, avrebbe all’incirca 80 anni. Sarebbe largamente in tempo per goderselo tutto, il suo sogno americano realizzato.

Come disse..?                       

  …I have a dream today

 


 

Aggiunta delle 20:24. Guardando la ghigliottina, mentre cercavo di risolvere il giochino, mi è sorta una domanda spontanea: ma Carlo Conti vuole proporsi come sosia di Obama…..?

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5 thoughts on “I have a dream

  1. commovente il video!
    speriamo che si assorba nel passato,
    la problema di razismo, e
    il rispetto, la stima prenda il suo posto, solo allora possiamo vivere in pace…
    un abbraccio e
    felice settimana!

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  2. C’è davvero tanta speranza nella gente per ciò che dovrà fare Obama…I problemi sono tanti e non sarà di certo una cosa facile !
    Speriamo che sia davvero “l’uomo del cambiamento” ! Ce lo auguriamo tutti !!! 😉

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