Cervello in panne

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… ho cominciato almeno una decina di post, e non riesco a porre fine a nessuno. Alla fine cancello sempre ciò che ho scritto. Sarà la preoccupazione per l’esame, il raffreddore che mi fa sentire la testa come un batuffolo d’ovatta (ed è il principio di un raffreddore, ricordiamolo) e il ciclo che deve giungere, ma oggi sono veramente, e dico veramente svampitissima. Mah. Me la prendo anche col povero template, cambiando colori, immagini, pattern, per poi concludere che non mi convince e preferivo l’altro, quello vecchio, quello più grigio, anche se in realtà sono quasi uguali: cambia soltanto la disposizione delle icons. E che questo mi piace più dell’altro perché l’iconcina accanto al post cambia ogni volta che uno carica la pagina. E l’altro non ce l’ha. Ma l’altro è più semplice e si legge meglio, perché leggermente più scuro.

Che problemoni, nevvero?

Vedo di mettermi sui libri, chissà che non venga a capo di qualcosa…

Come perdere una mattinata (parte…. millesima?)

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Ed anche oggi non ho studiato. Ieri poco. Oggi nulla.

Insomma, devo smetterla di avere solo l’intenzione di fare un tot. di pagina al giorno ma farle. Perché io, la buona volontà, ce la metto. E’ la pratica che non mi aiuta. Oggi devo fare ripetizioni alla mia allieva, forse devo andare a fare videoscrittura all’altra. Mica perché mi lamenti, sono sempre soldini che entrano. No, la colpa è mia, non del tempo. Il tempo c’è. Che poi non è che cazzeggi io, la mattina. E’ solo che mi sveglio tardi, verso le nove, e visto che io sono a diesel, ci metto un pò per partire. Poi faccio i lavori di casa, poi faccio ginnastica… insomma arrivo alle undici, pausa caffè, facebook il male mi distrae, guardo l’orologio ed è già mezzogiorno… poi chiama qualcuno – tipo stamattina la Telecom che voleva mandarmi un portatile a casa credendo di farmi cosa gradita – e visto che io sono una personcina gentile per convincerlo ad abbassare la cornetta devo dire che Mondialcasa lo aspetta… si fanno le 12.30 e via. Persa la mattinata.

E devo pure cucinare io oggi.

Basta, da domani lucchetto al pc e sveglia alle otto. Se non mi sentite più è perché sono sotto registrazione. Mancano solo 14 giorni all’esame, che diamine. Devo darmi una severa regolata.

 

 

… e di riflessioni sul mondo moderno

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Ordunque alla fine ho trovato la famigerata minigonna di jeans, dopo aver girato circa diecimila negozi senza risultato (o troppo corte, o troppo strette, o troppo lunghe, o troppo  larghe, o troppo da vecchia etc etc) e quando ormai avevo perso le speranze e l’autostima (gli specchi della Oviesse mi hanno reso un’immagine delle mie cosce stile quelle di Totti, con un sedere basso e largo) ho trovato ciò che faceva per me nel meraviglioso negozio della Promod, dove non solo avevano le minigonne che facevano per me ma anche dove le mie cosce stile Totti e il mio sedere basso e largo sono entrate alla perfezione in una taglia 40, alla faccia dell’odioso specchio della Oviesse (Tiè!!! tiè!!! Schiantate specchi deformanti dei camerini!!! ).

Questo per dire che uno non deve fidarsi degli specchi, come insegna Alice, perché ogni capo ha una vestibilità sua: io sono taglia 42 eppure sono entrata in una 40… e non sono nè dimagrita nè liposucchiata. Magari sarei entrata in una 44 che vestiva meno pur non essendo ingrassata.

Idem dicasi per gli stivali: io porto il 38 e quelli che piacevano a me, di questa misura, non calzavano. Sono andata in un altro negozio dove li ho trovati del mio numero, e mi stanno alla perfezione. E sono anche più belli degli altri. Aritiè.

Il sabato poi, rispettando il mio programma, ho sfoggiato entrambi al "compleanno dei bimbominkia" come ha detto saggiamente un mio amico, che potete vedere qui colorato di nero. Il compleanno in questione era dei 18 anni, quindi c’era tutto il mondo, e varie fasce d’età che partivano dai 14 fino ad arrivare ai 30 anni.

Tutto ciò mi ha portato ad alcune riflessioni. Primo: gli specchi deformanti dei camerini sono da sopprimere. Mettono alle ragazze l’ansia e portano ai minimi storici il loro livello di autostima. Secondo: le donne si fanno troppe paranoie, ma è ciò che ci rende così squisitamente amabili. Terzo: le ragazze del giorno d’oggi mettono gonne così corte e tacchi così alti che se uscissi di casa in quel modo prima di tutto inciamperei e in secondo luogo verrei abbordata da qualche camionista rosso e peloso che mi chiederebbe:"50 euro?". Insomma, sabato ho visto più cosce, culi e tette di fuori che al mare d’estate. Non voglio fare la bacchettona, ma vestirsi così a 14 anni è oltremodo di cattivo gusto e ridicolo… una i tacchi 12 cm se li mette quando ha raggiunto almeno la maggiore età, non quando fa la prima superiore. Abbiate pazienza.

In ultimo, un ringraziamento speciale và a mio fratello che si è sacrificato nell’accompagnarmi a fare spese e che si è annoiato a morte dopo tre ore di negozi non lamentandosi mai, ma anzi assumendo le vesti di severo censore di quel che provavo quando glielo chiedevo senza rispondermi "Sìsì, quello ti sta bene" solo per finire al più presto il supplizio. C’è da dire che aveva dalla sua il telefono, le altre ragazze che entravano ed uscivano dai camerini chiedendo all’amica del cuore come stessero i vestiti e la commessa col sedere alto e sodo che gli ha strappato di bocca un "Eh però!".

In ogni caso mi rendo conto di avergli chiesto tanto. Grazie davvero Bè. ♥