Mese: gennaio 2010

Cervello in panne

… ho cominciato almeno una decina di post, e non riesco a porre fine a nessuno. Alla fine cancello sempre ciò che ho scritto. Sarà la preoccupazione per l’esame, il raffreddore che mi fa sentire la testa come un batuffolo d’ovatta (ed è il principio di un raffreddore, ricordiamolo) e il ciclo che deve giungere, ma oggi sono veramente, e dico veramente svampitissima. Mah. Me la prendo anche col povero template, cambiando colori, immagini, pattern, per poi concludere che non mi convince e preferivo l’altro, quello vecchio, quello più grigio, anche se in realtà sono quasi uguali: cambia soltanto la disposizione delle icons. E che questo mi piace più dell’altro perché l’iconcina accanto al post cambia ogni volta che uno carica la pagina. E l’altro non ce l’ha. Ma l’altro è più semplice e si legge meglio, perché leggermente più scuro. Che problemoni, nevvero? … Vedo di mettermi sui libri, chissà che non venga a capo di qualcosa…

Come perdere una mattinata (parte…. millesima?)

Ed anche oggi non ho studiato. Ieri poco. Oggi nulla. Insomma, devo smetterla di avere solo l’intenzione di fare un tot. di pagina al giorno ma farle. Perché io, la buona volontà, ce la metto. E’ la pratica che non mi aiuta. Oggi devo fare ripetizioni alla mia allieva, forse devo andare a fare videoscrittura all’altra. Mica perché mi lamenti, sono sempre soldini che entrano. No, la colpa è mia, non del tempo. Il tempo c’è. Che poi non è che cazzeggi io, la mattina. E’ solo che mi sveglio tardi, verso le nove, e visto che io sono a diesel, ci metto un pò per partire. Poi faccio i lavori di casa, poi faccio ginnastica… insomma arrivo alle undici, pausa caffè, facebook il male mi distrae, guardo l’orologio ed è già mezzogiorno… poi chiama qualcuno – tipo stamattina la Telecom che voleva mandarmi un portatile a casa credendo di farmi cosa gradita – e visto che io sono una personcina gentile per convincerlo ad abbassare la cornetta devo dire che Mondialcasa lo aspetta… si …

… e di riflessioni sul mondo moderno

Ordunque alla fine ho trovato la famigerata minigonna di jeans, dopo aver girato circa diecimila negozi senza risultato (o troppo corte, o troppo strette, o troppo lunghe, o troppo  larghe, o troppo da vecchia etc etc) e quando ormai avevo perso le speranze e l’autostima (gli specchi della Oviesse mi hanno reso un’immagine delle mie cosce stile quelle di Totti, con un sedere basso e largo) ho trovato ciò che faceva per me nel meraviglioso negozio della Promod, dove non solo avevano le minigonne che facevano per me ma anche dove le mie cosce stile Totti e il mio sedere basso e largo sono entrate alla perfezione in una taglia 40, alla faccia dell’odioso specchio della Oviesse (Tiè!!! tiè!!! Schiantate specchi deformanti dei camerini!!! ). Questo per dire che uno non deve fidarsi degli specchi, come insegna Alice, perché ogni capo ha una vestibilità sua: io sono taglia 42 eppure sono entrata in una 40… e non sono nè dimagrita nè liposucchiata. Magari sarei entrata in una 44 che vestiva meno pur non essendo ingrassata. …