Mese: aprile 2010

Profanazioni

Ieri durante il pranzo, guardando il telegiornale, ho sentito una notizia che mi ha fatto rimanere la forchetta a mezz’aria. Neri Parenti e cricca hanno deciso di fare il prequel ad “Amici miei”. Lì i miei occhi sono diventati piatti da portata, come direbbe mio fratello, dallo stupore e dall’incredulità. Sono abituata ad un tempo in cui tutto viene dissacrato, e già avevo sentito di questa folle idea, ma pensavo che si rispettassero i mostri sacri almeno nel cinema italiano, la cui fama si regge ormai solamente sul passato, visto che nel presente non ci sono produzioni di qualità. Il cinema italiano infatti sta morendo, e i registi bravi come Muccino preferiscono fare film seri e belli in America producendo nel loro paese d’origine qualunquismo cinematografico che evidentemente è più appetibile ai loro connazionali. E proprio per questo, credo, si vuole sfruttare i vecchi miti e rovinarli, di conseguenza. Non si può. La trilogia di “Amici miei” comincia nel 1975, da un progetto di Pietro Germi poi realizzato dal grande Mario Monicelli, per la prematura scomparsa …

Chiamatemi strega

Non so se avete notato l’invasione di bambini sulle reti televisive di oggi. Su Raiuno c’è “Ti lascio una canzone” e su Mediaset il suo clone, “Io canto“. Ecco io odio questi programmi. Snaturano il bambino, lo immettono in una realtà che non è la sua, lo gonfiano e lo nutrono di esibizionismo e arroganza. Proprio come le bambine modelle, che sono a dieta a sei anni, proprio come i cagnolini al cinema chiusi nelle borse per due ore, questi marmocchi canori vengono trapiantati in un ambiente che non è il loro e gli viene cucito addosso un vestito che secondo me rasenta il ridicolo. Prima di tutto, perché sono costretti a cantare canzoni che non sono della loro generazione ma di quella dei loro genitori, e questo mi ricorda di quando i bambini venivano messi accanto ai caminetti la sera di Natale a cantare canzoncine o recitare poesie per il divertimento dei grandi e la soddisfazione del parentame che poteva così sfoggiare un discendente talentuoso. E secondo perché, come dicevo prima, trovo ridicolo che …

I do not want to believe

No, non voglio crederci. Agli ufo, intendo. O meglio, non agli ufo in generale, perché io credo che esistano altre forme di vita nell’universo (tra miliardi e miliardi di stelle vuoi che non ce ne sia una che col suo calore abbia riscaldato un sasso per farvi crescere qualcosa?) ma non credo agli extraterrestri che mi vengono periodicamente appioppati da Giacobbo col suo “Voyager” o dal suo clone di Italia Uno, “Mistero”, condotto prima da Ruggeri (Enrico mi sei caduto, lungi) e adesso, a quanto ho visto dalla pubblicità, dal bel Raz Degan, che tenendo fede al suo imperituro motto “Sono fatti miei” ha scalzato il cantante, più vecchio e meno belloccio, pensando ai propri affari e tenendo il passo con la compagna Barale, ritornata in tv dopo anni di assenza dal piccolo schermo. Tralasciando il fatto che ormai Mediaset copia palesemente i programmi della Rai, tralasciando il fatto che ormai i programmi in generale ma soprattutto quelli della Mediaset siano basati sulle grazie di avvenenti signorine che fingono di non sapere chi sia Galilei …