Distrazioni più o meno mondane, Essere me, Il mondo fuori dal letto è cattivo., Televisione
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… che barba che noia, che noia che barba…

… un altro dei grandi se ne va. Non voglio essere banale, ma sento di dover scrivere queste mie poche righe su Raimondo Vianello, uno degli ultimi personaggi per bene della televisione italiana, anche se ultimamente lo si vedeva poco a causa delle sue condizioni di salute. Se penso a Raimondo Vianello le prime cose che mi vengono in mente sono un ciuffo biondo, un paio di occhi azzurri, una figura alta e snella, ammantata da un alone di signorilità. Dignitoso ed elegante, anche quando durante gli sketch di “Casa Vianello” faceva il piacione con le avvenenti signorine di turno. Mi dispiace che sia andato via, più di Mike Bongiorno, perché Vianello bucava lo schermo, ti faceva sentire lì dentro casa sua, sul divano, a leggere la Gazzetta dello Sport con lui. Non sapevi se le battute sue e di Sandra erano preparate in precedenza o venivano create lì per lì, in uno scambio di brontolii e civetterie. Il mondo che ti facevano vedere era quello di una famiglia medio-borghese, ricchi da potersi permettere una domestica a tempo pieno ma non abbastanza da comprare yacht o ostentare gioielli e vestiti di lusso. Lo scenario, il tipico italiano: lui fa il piacione nonostante l’età, lei s’impiccia insieme alla domestica, frecciatine, beccatine, il condominio finisce per mettersi in mezzo facendo tanto rumore per nulla e alla fine il mai noioso ma rassicurante momento della buonanotte, con ancora battutine sulla giornata appena trascorsa e il tormentone “che barba che noia che noia che barba– una sorta di vendetta da parte di Sandra alle marachelle del marito, che termina con lo scalciare di lei sotto le coperte, non lasciando leggere in pace a lui il suo giornale preferito, la Gazzetta dello sport.
Ci mancherà, Vianello. Ci mancava anche prima, visto che era da tanto che non si faceva vedere, e ci mancherà adesso che non potrà più farlo, nemmeno volendo. Se dovessi paragonare “Casa Vianello” ad una sit-com americana – lo si sa che le sit-com sono figlie degli Stati Uniti – sceglierei senza dubbio il “Cosby show” da noi ribattezzato con “I Robinson“: anche qui si usano i nomi veri, anche qui si mostra una famiglia medio-borghese, anche qui i soliti problemi tipici familiari, con la differenza che nel Cosby show ci sono numerosi figli di diverse età mentre nel nostrano “Casa Vianello” i problemi sono attinenti ad un pensionato ancora arzillo che non si rassegna all’essere legato ad una donna che dice di non sopportare ma che in realtà non può non avere accanto. Ci hanno già provato a separarsi, professionalmente parlando, e la cosa non ha funzionato. Non poteva funzionare. Sandra e Raimondo sono uno di quei mostri mitologici come Giano bifronte: due persone in una, se manca una metà l’altra non può esistere. E lo si è visto ultimamente, come Sandra non può stare senza Raimondo, nonostante tutte le battutine nei lunghi anni facessero pensare il contrario.
Insomma con Raimondo Vianello scompare uno degli ultimi leoni della televisione, una persona per bene, elegante, discreta, generosa, ironica e intelligente, il partner di una coppia giovane e fresca che sapeva stuzzicarsi e litigare con il raro dono di non prendersi mai sul serio.
Se mi guardo indietro non ho pentimenti. Dovessi ricominciare, farei esattamente tutto quello che ho fatto. Tutto. Mi risposerei anche. Con un’altra, naturalmente
Raimondo Vianello
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