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I do not want to believe

No, non voglio crederci. Agli ufo, intendo. O meglio, non agli ufo in generale, perché io credo che esistano altre forme di vita nell’universo (tra miliardi e miliardi di stelle vuoi che non ce ne sia una che col suo calore abbia riscaldato un sasso per farvi crescere qualcosa?) ma non credo agli extraterrestri che mi vengono periodicamente appioppati da Giacobbo col suo “Voyager” o dal suo clone di Italia Uno, “Mistero”, condotto prima da Ruggeri (Enrico mi sei caduto, lungi) e adesso, a quanto ho visto dalla pubblicità, dal bel Raz Degan, che tenendo fede al suo imperituro motto “Sono fatti miei” ha scalzato il cantante, più vecchio e meno belloccio, pensando ai propri affari e tenendo il passo con la compagna Barale, ritornata in tv dopo anni di assenza dal piccolo schermo. Tralasciando il fatto che ormai Mediaset copia palesemente i programmi della Rai, tralasciando il fatto che ormai i programmi in generale ma soprattutto quelli della Mediaset siano basati sulle grazie di avvenenti signorine che fingono di non sapere chi sia Galilei o Leonardo e che si presentano in mutandine e reggiseno alle otto di sera cinguettando “Bubu”,  e di cui scriverò un post a parte in un non lontano futuro, non riesco a credere come tantissime persone riescano a seguire questi programmi credendo alla buona parte di ciò che viene detto.

Forse perché la televisione è diventata la nostra badante, allo stile Simpson, e in quanto badante deve trovare modi divertenti e fantasiosi di intrattenerci e consolarci, non facendoci pensare alle preoccupazioni della vita quotidiana? Forse perché la sua funzione è solamente quella di tenerci compagnia, e non importa cosa dice basta che lo dice? Gli argomenti di queste trasmissioni – che si ricopiano a vicenda – sono sempre tre, per la maggior parte del tempo: extraterrestri, fine del mondo, egiziani. Che spesso e volentieri coincidono tra loro, poiché pare che gli dei degli egiziani fossero extraterrestri e che avessero previsto la fine del mondo. Mistero ci infila anche fantasmi e strane bestioline, ma il succo è sempre quello tutto sommato. Ricordo che le prime volte provai a seguirli, e dopo aver visto il servizio su Dracula di Voyager lo ritrovai – quasi identico anche nelle modalità – su Mistero, dando anche noi poveracci che usiamo il segnale analogico la possibilità di vedere e rivedere lo stesso spettacolo quante volte vogliamo.
La cosa che più mi fa rabbrividire, poi, è che si presentano come programmi scientifici dal valore culturale, che di scienza o cultura hanno poco o nulla. Sono la brutta copia di Quark, del Piero Angela nazionale, per cui nutrivo e nutro un amore platonico, che, strano a dirsi, ha uno stile diverso da questi pseudo cloni incentrando la puntata del momento su ben altri personaggi e temi. Anche i documentari sugli animali più o meno sono sempre gli stessi, ma al contrario di alieni e fine del mondo sono come il Piccolo Principe: li rivedi e li rileggi ma ogni volta ci trovi qualcosa in più, Perché allora non prendere esempio dal vegliardo seppur arzillo veterano e parlare di cose diverse da quelle sopra elencate, più interessanti e meno campate in aria? In fondo Giacobbo qualcosa sa, non è solo un presentatore messo lì senza arte né parte. Forse perché non interessano più a nessuno? Forse perché si cerca di acchiappare un pubblico sempre più giovane con l’esca dell’alieno che disegna cerchi nel grano o dell’imminente fine del mondo?
Mah… Mistero

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