Mese: maggio 2010

Baluardi

In questi giorni mi sono resa conto come, nonostante tutto, ci siano ancora persone di valore che tengono al proprio lavoro e al perché abbiano deciso di intraprendere una determinata carriera o un determinato compito. Nonostante tutto ci sono delle persone che credono in quel che fanno, e lo difendono. Una di queste persone è Maria Luisa Busi. La bionda conduttrice del Tg1 delle 20:00 è sempre stata la mia preferita, con quei bellissimi lunghi capelli lisci e biondi, gli occhi cerulei e quel piglio severo di chi sa il fatto suo. Ricordo che quand’ero piccola mi intimoriva un pò – come anche adesso – identica a com’era vent’anni fa proprio come il mio caro Piero Angela che mi manca e manca in tv, seppur sostituito dal discendente diretto Alberto. Ho sempre stimato questa giornalista seria e forse altezzosa, che annuncia le notizie alzando il mento  senza paura di nulla e nessuno. E adesso, alla luce dei recenti avvenimenti che l’hanno riguardata, la stimo ancora di più: in una lettera che lei stessa ha affisso …

Voci

Quanto sono importanti le voci? Tantissimo. Ci permettono, in pochi secondi, di immaginare la persona a cui appartengono, o di collegarla a chi la possiede. C’è che chi con la voce ci lavora, come i doppiatori, i cantanti, ed i furbetti in generale. La persona di cui voglio parlare oggi appartiene a due categorie appena enunciate: i cantanti e i furbetti in generale. Parlo di Mina, la Tigre di Cremona, come la chiamò Natalia Aspesi. Tutti conoscono Mina, personaggio controverso e coraggioso che ha riscosso un meritatissimo successo negli anni ’60 – ’70 per la sua voce fenomenale e il suo innato stile anche nel campo della moda – il radersi completamente le sopracciglia, ripreso poi da alcuni stilisti poco tempo fa, o il trucco pesante per cui è famosa nelle caricature sono suoi, così come le minigonne mozzafiato e i continui passaggi di colore del capello, da mora a bionda a rossa. Premetto che a me Mina piace molto. Come artista ha una voce eccezionale, come persona è coraggiosa e spregiudicata, e incarna l’ideale …

Manichini viventi

Mi ritrovo ancora una volta mio malgrado a parlare della tv italiana. Ma è più forte di me quando vedo certi spettacoli che definirli squallidi è poco. Parlo di programmi come il defunto “Lascia o raddoppia“, programma nato sotto il talento di Mike imbruttito da Papi (ma a chi è che piace? Io non lo sopporto, è mellifluo e lecchino) e involgarito da quella santa ragazza della Fico che in mutande e reggiseno (e questa volta non si tratta di una figura retorica ma della descrizione reale del suo abbigliamento) canticchiava Bubù zampettando per lo studio e salendo e scendendo scale con una minigonna che lasciava (appositamente, data la telecamera che ci si insinuava sotto) ben poco spazio all’immaginazione. Adesso quell’obbrobrio non c’è più. Ma per uno che ne muore un altro ne prende il posto e così vediamo rinascere “La Pupa e il Secchione“, condotto dal medesimo subumano Papi e dalla rediviva Barale, che insieme a sé ha trascinato nella resurrezione il compagno Degan mettendolo a condurre Misteri (di cui si è già parlato). …