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Il popolo sovrano

“La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione”

Questo recita il comma 2 dell’art. 1 della nostra Costituzione. Ci dà un potere sovrano, nessuno è superiore a noi, e siamo sciolti, assoluti, se non dai vincoli che la stessa Costituzione ci dà.

Ma quando la sentiamo dire questa frase? Durante le elezioni? Durante i telegiornali, così per ricordarci quanto potere abbiamo noi? No. Noi il potere assoluto, la sovranità, l’abbiamo solo durante il televoto. Non so voi, ma quando sento la Clerici a Sanremo o la Ventura all’Isola dei famosi o anche la Marcuzzi al Grande Fratello dire “il popolo sovrano deciderà chi eliminare/il vincitore attraverso il televoto”  provo due sensazioni: la prima è sconforto misto a rabbia. Insomma, che un concetto così importante come la sovranità popolare, per la quale sono morti uomini e donne, venga interpretata come il potere di mandare avanti qualcuno in un reality…sinceramente mi spiazza. Mi lascia un senso di amarezza e di rassegnazione di fronte alla manipolazione avanzata dalla tv o da chi la manovra a sua volta. La seconda reazione è il sentirmi presa in giro. Per il motivo di cui sopra, seguita da una risata amara.

La sovranità popolare dovrebbe essere utilizzata – e ricordata – in modo ben diverso dal digitare un voto sul telefonino. Che poi non credo proprio che anche in questo caso la sovranità che dicono loro sia rispettata a pieno. E’ che ormai è un concetto scontato, privo del suo senso originario, come il mangiare, che noi lo releghiamo nella categoria “diete e affini” o “cose ovvie” senza pensare che mangiamo per vivere, per sostenerci, perché senza cibo si muore. E così siamo tentati a relegare anche questo principio nella categoria “televoto” nel cassetto “cazzate dell’esistenza” (Giovanni dixit), senza ricordare che dovrebbe venire applicata veramente all’interno della politica, perché dàla possibilità a tutti i cittadini di partecipare direttamente o indirettamente alle decisioni del governo.

Il popolo dimentica anche un’altra cosa, infine. E questa mi è venuta in mente guardando il telegiornale oggi, mentre i Greci esasperati si accanivano contro il Parlamento greco e c’erano risse e tumulti in piazza. Come una mente più sapiente della mia ha già detto, tale Thomas Jefferson:

Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli.

Quindi che ci dicano pure che l’Italia non è nelle stesse condizioni della Grecia: per me se si continua così, finiremo anche noi a lanciare di tutto contro il Parlamento e a manifestare per le strade. E forse una rivoluzione non sarebbe nemmeno male, come ci insegnano le brave formichine di “A Bug’s Life”, se proprio non vogliamo tirare in ballo i francesì

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