Essere me

 

Anche se è passato un giorno dall’anniversario della sua morte, voglio parlare dell’uomo dall’agenda rossa, Paolo Borsellino.
Chi era Borsellino? A volte lo sento chiedere. Borsellino era un magistrato, di quelli seri, veri, che si è impegnato per combattere la mafia, di quelli che credevano fermamente nei valori che gli avevano insegnato all’università, che credeva nella legalità e credeva che attraverso le leggi poteva davvero cambiare le cose.
Non per nulla, è stato il più giovane magistrato d’Italia.
Tralascerò tutte le vicende della sua vita, più volte descritte a riprese in questi giorni, e dirò solo che era un uomo come tanti, con le proprie paure e con le proprie angosce, con i suoi sogni, i suoi desideri e i suoi affetti. Amava sua moglie e i suoi figli, i suoi amici e amava la vita.
E’ stato proprio tutto questo a portarlo alla morte. Il difendere strenuamente questi valori, la bellezza delle cose in cui credeva, l’impegnarsi fino allo stremo per raggiungere i suoi obbiettivi e la convinzione di poterli ottenere lo hanno portato a morire in un attentato.
 
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