Fumetti
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Femminismo

Io sono una femminista. E ne sono fiera. Non di quelle critiche e sterili per le quali tutto ciò che fa il Maschio è sbagliato, ma una di quelle che intende non solo fare chiacchiere ma fatti concreti, denunciando, appena può, il maschilismo dilagante e il femminismo apparente. Anche a costo di sembrare una rompiscatole.

Qualche giorno fa, domenica per la precisione, sono stata alla presentazione di un fumetto. Il fumetto in questione parla delle streghe, e si sono sprecate parole su parole sull’intelligenza degli autori, che hanno utilizzato il fumetto per esporre la teoria moderna delle fattucchiere, che non erano serve del diavolo come si dava a bere durante l’inquisizione ma erano donne curatrici che usavano le erbe per preparare decotti curativi, di come le donne colte e non venissero allora discriminate mentre adesso no etc etc.

Gli autori del fumetto sono tre: due uomini, sceneggiatore e disegnatore, più una donna, la coloritrice. Grandi feste da parte del sindaco del mio paesello e grandi elogi ai due per aver ben strutturato la storia, per aver reso bene la realtà del mio piccolo centro abitato nel fumetto (nel quale fa capolino nelle ultime pagine) e di far conoscere le storie che vi albergano, ben venga se servono a spazzare via credenze vecchie e ammuffite come quelle delle streghe dando alle donne la giusta dimensione etc etc. Nessuna menzione alla coloritrice, proprio la protagonista per diritto di nascita di tutta la prosopopea studiata e ben recitata da tutte le persone pubbliche che partecipavano alla presentazione. Nemmeno da parte dell’assessore alla cultura che è una figlia di Eva come lei e come le streghe di cui tanto accanitamente prendeva le parti. Una piccola particina solo alla fine, ma nulla più. Al momento degli autografi, stessa cosa. Tutti dai due uomini protagonisti della scena e nessuno dalla coloritrice, di cui nessuno aveva chiesto la disponibilità ad autografare, nemmeno le cariche pubbliche.

Mi avvicino toma toma e le chiedo la firma con dedica. Lei s’illumina:"Ah, allora lei si è accorta di me, eh sì, ci sono anche io ma mi avevano messa in disparte…! Meno male! Grazie, grazie!!!" "Grazie a lei" rispondo con un sorriso. "Qui si parla tanto delle donne, di quanto debbano essere rivalutate, di quanto siano importanti e poi mi si dimentica l’unica donna autrice del fumetto. Anche i colori sono importanti in un opera grafica" Il disegnatore, stizzito, storce la bocca e abbozza un "Eh già". Poi mi fa l’autografo, e il disegno allegato, come lo fa a tutti. Ma, noto, nel mio anche il personaggio del fumetto ha la bocca storta ed è stizzito. Non so se sia stizzito per la mia frase o per il dover disegnare&fare autografi, fatto sta che è stizzito. Ma a me non importa. Anzi, ben gli sta. Se la tira un pò troppo per i miei gusti, scortese con tutti, sembra il dr House, al contrario dello sceneggiatore che sorride bonario e crea una frase apposita a chi gli chiede l’autografo. 

Per cui sì, sono femminista. E ne sono fiera. Anche a costo di sembrare una rompiscatole.

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10 Comments

  1. Passo di qui con piacere e ti dico che… stimo le donne femministe.
    Shhh! Non hai sentito nulla, vero? 😛

    Ti mando un bacione, a presto! 😀

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  2.  Ohhhh da quanto tempo!!! 😀 Ciao! Anche io le stimo, ma solo quelle che criticano costruttivamente. 😀 
    Comunque… no, non ho sentito nulla, tranquillo… 😛 

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