Mese: settembre 2010

An hope exists!

Stamattina mi ha chiamato la tizia dell’università che mi aveva risposto male nella mia ultima disavventura universitaria, la capoccia insomma, e dato che avevo scritto alla prof quanto accadutomi chiedendole se fosse possibile farmi dare l’esame prima degli appelli di gennaio, quando ho alzato la cornetta riconoscendo la sua voce mi sono preparata psicologicamente alla lotta, pensando che mi chiamasse per sbraitarmi contro un: " Cosa cazzo hai detto alla Brandani?" seguito da altre amenità simili.  E invece no. Invece mi ha avvertito gentilmente che, se lo desidero, se mi sento ancora preparata e se me la sento in generale, posso farmi interrogare lunedì 27 settembre, di nascosto, aumma aumma, prima che lei cominci le lezioni del nuovo trimestre.  Ovviamente io desidero, sono ancora preparata e me la sento. Io ci provo, almeno mi passa l’orso che ho ancora dentro quando ripenso al mio pomeriggio inutilmente sprecato tra libri e ansia nonché alla mia mattinata sprecata tra libro e ansia, come una povera stronza, in un’aula miseramente vuota.  Forse una speranza di laurearmi il prossimo …

Che barba che noia… II° parte

Non voglio essere noiosa, ripetitiva, banale. So bene che si è sentito e letto molte volte in questi giorni, e so bene che alla lunga un personaggio stufa, se una sua stessa notizia viene detta e ridetta più volte. D’altra parte dicono che per nascondere bene una cosa bisogna propinarla fino alla nausea, in modo che le persone si stanchino e non ne vogliano più sentire ma anzi la dimentichino, quasi per reazione diretta. Però io un pensiero a Sandra Mondaini lo voglio fare lo stesso, come feci per suo marito nell’aprile 2010. Ricordo che la prima cosa che pensai quando seppi della morte di Raimondo Vianello fu: ”Ora se ne va anche Sandra” e di sicuro non lo dissi per malaugurio. Anzi, sono sicura che lo pensarono in molti, forse anche chi mi sta leggendo. Questo perché Sandra&Raimondo li ho sempre visti come una persona sola, un corpo solo ma bicefalo, dove c’era unione certo ma anche individualità. Sì perché non si confondevano l’uno nell’altra fino a perdersi, come vuole la tradizione dei perfetti …

Be or not to be?

Dunque. Ieri è stata una giornata fantastica, di cui dovrei scrivere paginate e paginate, ma ho una cosa che mi preme sulla coscienza e decido di dare la priorità a quella. Ho infatti bisogno di un consiglio. Ieri era il mio compleanno, come già fatto presente nel post di ieri, e insieme a me festeggiava un altro mio amico. Si dà il caso che questo mio amico aveva organizzato una cena, di cui sono venuta a conoscenza all’ultimo momento, visto che pensavo già ad una cosina romantica con Ste, che aveva preso le ferie apposta per il mio compleanno <3. Infatti non ho nè prenotato, nè invitato nè preparato nulla, e a dimostrazione della cosa metà della gente invitata dal mio amico è venuta solo a metà serata a farmi gli auguri, dato che lo sventurato non aveva detto che era anche il mio compleanno. Ieri pomeriggio ho passato il tempo destreggiandomi tra scarpine e scarpette (sì perché il mio regalo di compleanno sono state ben due paia di scarpe da parte di Ste :love:) …