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Maremma amara

In questo periodo su Raiuno c’è la solita serie strappalacrime, “Terra Ribelle” della Cinzia TH Torrini il cui TH è per me ancora abbondantemente oscuro, così come la decisione di ambientare la serie non in Maremma ma in Argentina (?).

Capitemi, io in Maremma ci vivo, e al sentire la notizia rimango allibita. CTHT dice che ha deciso di ambientarla in Argentina fingendo che sia Maremma perché la Maremma aspra, dura, selvaggia e selvatica dell’800 non c’è più, e a me questa mi sa tanto di giustificazione troiaio per rimanere in tema.

A parte che la Toscana fa di tutto per preservare il proprio paesaggio, quindi di “artificioso” “un cavo elettrico ovunque passi” e “non è la Maremma selvaggia che voglio io” non c’è proprio nulla, a parte che la Maremma ha un Parco Nazionale riconosciuto&premiato proprio perché mantiene integre specie animali e vegetali, nonché lavori, vecchi come l’800 che CTHT cerca così disperatamente, e a parte che io se fossi un argentino mi offenderei perché da come la regista ha parlato sembra che cerchi un ambiente preistorico e non civilizzato, qui di terra aspra e dura, di paludi, di butteri e di vacche maremmane (che sono vacche preistoriche, ricordiamolo) ne abbiamo a bizzeffe.

Ma come, cerca la Maremma vera e poi va a cercare col lanternino una falsa?!

Io ho deciso di non guardare la serie, perché già partendo da questo presupposto, mi risulterebbe insopportabile. Vedere una realtà che non corrisponde del tutto a quella reale e sopratutto l’idea che le altre persone possano farsi un’immagine della Maremma non vera, credendo che quella della tv sia quella italiana, mi infastidisce notevolmente. Pur non guardandola però, leggo molto, e trovo articoli in cui si fanno recensioni di questa serie così realistica. E dai riassunti fatti, vedo che le puntate sono infarcite di stereotipi (il proprietario terriero cattivo e senza cuore, la fanciullina delicata, le risse alla spaghetti western etc etc) e qui ci può anche stare, è una fiction polpettone, mica un documentario, ma poi trovo anche cose fuori dal mondo, come i butteri che parlano come un libro stampato, la figlioletta del capraio che si ignuda integralmente, la contessina Elena che dice al buttero Andrea: «La natura è una infinita combinazione di elementi e alcuni, talvolta, si attraggono» presa dritta dritta dalle “Affinità Elettive” di Goethe che le fa meritare un bacio invece che “Eh…?!” come la situazione richiederebbe, una contessina che si innamora di un buttero (roba che magari era vero, ma era una bottarella e via senza troppi platonicismi), i “bischeri” che si ripetono a profusione (bischero si usa più a Firenze, qui si dice grullo) e tutta una serie di simpatiche accozzaglie che mi fa desistere ancora di più dal proposito di buttargli un occhio, così, tanto per curiosità, sebbene rifugga con grande accuratezza polpettoni semiseri tra pizzi, merletti e veleni alla Elisa di Rivombrosa, sempre dell’amica CTHT.

Insomma, se mi state leggendo e state anche guardando la serie, date retta a me, che io tra i butteri ci vivo: veniteci, in Maremma, se la volete vedere per davvero. Non date retta al codice fiscale costà sopra, perché lei vi mostra una Maremma che di Maremma ha poco o nulla. La Maremma è fatta di cignali, di rifrulli e di borri. Non certo di bischeri, nature opposte che s’incontrano e scene alla spaghetti western.

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10 Comments

    • Valentina says

      Che poi spendono un sacco di soldi per andare in Argentina quando hanno quello che vogliono qui e a due passi.. ho capito che lì costa meno tutto, ma in questo modo mi sembrano becchi e bastonati (sempre per rimanere in Maremma). Senza contare che nell’Argentario è stato girato un’altra fiction, “Il commissario Manara” se non erro. Bah.

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    • Valentina says

      Aspettavo di avere il sito ufficiale, che spero ci sarà a breve, così da non farti cambiare di nuovo il link… 😛 Comunque grazie mille Miss! :*

      P.S. Per ora ho visto poco, ma quel poco mi piace parecchio. Sìsì.

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  1. Ok io posso rispondere ad alcuni dei tuoi questiti, ad esempio, la TH Torrini mette TH prima del cognome perchè così fa più chic, non sapendo che la gente veramente chic il doppio cognome e il doppio nome (vero che hanno fi dalla nascita e non quello che si affibbiano a quarant’anni) lo eliminano proprio all’origine per cancellare qualsiasi tipo di rimando alla vecchia aristocrazia che non gli porterà, in nessun modo, valore o prestigio.
    Per quanto riguarda l’Argentina poi la motivazione è semplice; dipende dai gusti, ovviamente, ma credo che ci sia tipo il meglio della fauna maschile mondiale in quella simpatica nazioncella!.
    Spero di esserti stata d’aiuto! ^^

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    • Valentina says

      Ora posso dormire tranquilla. Grazie Girl, davvero. 😛

      P.S. Spero che CTHT abbia trovato ciò che cercava allora. Almeno il viaggio sarà valso a qualcosa. 😉

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  2. innanzitutto, benvenuta su WordPress 🙂

    per quanto riguarda il cambio di ambientazione dalla Maremma all’Argentina con una scusa del genere, mi vien da pensare: ma come avran fatto allora qua la BBC o la ITV a fare tutti quegli sceneggiati in costume ambientati ai tempi di Jane Austen o cosa del genere? secondo questa ragionamento avrebbero dovuti girarli tutti, che so, in India… per forza la Maremma dell’800 non c’è più, passati un paio di secoli, che scusa del menga XD

    secondo me volevano semplicemente rendere questa fiction più immondezzosa, come piace al pubblico italiano, facendola diventare una cosa del tipo la soap opera Terra nostra ma con la gente che parla come nei film di Pieraccioni

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    • Valentina says

      Grazie mille Brunez, è una soddisfazione vedere il tuo avatar nel commento sai? 😀

      Per l’argomento del mio post, i furboni della Rai avranno anche speso molti più soldi per girare la fiction dall’altra parte del mondo per viaggio e trasporti delle attrezzature quando la Maremma ce l’hanno qui… bah… che poi come dicevo, qui ci sono ancora le zone incontaminate, non saranno quelle dell’800 ma ci assomigliano parecchio, proprio perché ci tengono a conservarle integre! Nel Parco della Maremma addirittura ci sono alcune zone in cui l’uomo non può neanche entrare, se non per scopi naturalistici o di salvaguardia… come l’isola di Capraia, tanto per fare un esempio famoso.

      A me sa tanto di stronzata questa scusa, vai a sapere che c’è sotto… neanche a dire che non gli avrebbero dato i permessi, anzi sul Tirreno, il giornale regionale, il presidente del Consorzio bonifica maremmana c’è rimasto male di questa scelta e non ne viene a capo. (Qui c’è l’articolo se ne vuoi saperne di più).

      E’ un mistero pari a quello del TH della Torrini. Bah.

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