Mese: novembre 2010

Fuori uno.

Fuori uno. Così diceva il Mascetti dopo che era arrivata quella maiala della emi, rubandogli la libertà. E così ha fatto anche Mario, che il Mascetti l’ha diretto proprio per benino. Lui come gli altri amici, amici suoi, miei, di tutti. Parlo di Amici miei perché è il film a cui sono più affezionata di quelli da lui diretti, ma ce ne sono tanti altri, tra cui “Il marchese del Grillo” e anche la famosissima “La Grande Guerra” ma anche “I soliti ignoti” e “Speriamo che sia femmina”. Non voglio dire le solite cose che sento ormai da 48 ore, voglio dire invece quello che sento io, quelle che sono le mie impressioni e sensazioni, che la morte di Mario mi trasmette e che non ho ancora sentito o letto da nessuna parte. Solitamente si crede che quando una persona si suicida lo fa perché era depressa, non lucida, e si prova pena perché si crede che non è stata abbastanza forte da sopportare e vincere le avversità, i guai, i problemi. Anche Mario si …

I difensori di Cristo

Oltre ad esportare la Gioconda e Cristoforo Colombo, esportiamo anche Fabrizio Dalcerri e Antonio Buono, rispettivamente capogruppo e consigliere comunale della Lega nel Comune di Opera (Milano), che recentemente hanno rimesso il proprio mandato al sindaco per la “goliardata” fatta nella Cattedrale di Monaco di Baviera. Volendo forse emulare (e non riuscendoci) le zingarate di Tognazzi & Co nel celebre film “Amici miei”, i nostri prodi hanno interpretato a modo loro gli insegnamenti di Monsignor Della Casa, ruttando, bestemmiando e rendendosi protagonisti di altre amenità simili. Di ritorno a casa i due bambini disobbedienti sono sgridati dal sindaco Fusco, al quale promettono, sotto il cazziatone, che non lo faranno più. Intenerito da tanto pentimento, il sindaco si ritira in Camera di Consiglio per deliberare, pensando però che la pena dovrà essere misurata: il fatto di rimettere il proprio mandato da parte dei birbantelli è già un’ammissione di responsabilità, pertanto si dovrà valutare bene il da farsi, per non infliggere ulteriori umiliazioni ai prodighi figliuoli. Personalmente, trovo che minimizzare così un fatto grave come questo non …

Democrazia

Dopo ben sette anni di arresti domiciliari, ricatti, vessazioni e quant’altro  Aung San Suu Kyi è stata liberata. Fin dal primo momento in cui sono venuta a conoscenza della sua storia ho subito preso a cuore la vicenda di questa donna coraggiosa, che ha scelto la via più difficile e più dolorosa per portare avanti il suo ideale e la causa del suo Paese, la Birmania. In un mio precedente post (clicca qui per leggerlo), già descrivevo – seppur sommariamente – le condizioni politiche in cui versa questo Stato, governato da un regime militare tirannico e crudele, che non si fa scrupolo di uccidere chi si permette il lusso di pensare e scrivere, come i giornalisti che sono dovuti fuggire e nascondersi, come i monaci buddisti che erano scesi in strada per difendere il popolo oppresso, rifiutando le offerte di cibo e denaro che gli venivano presentate dai militari del generale Than Shwe, salito al potere dopo il colpo di stato del 1998. La storia di Aung San Suu Kyi è semplice e antica come …