Il mondo fuori dal letto è cattivo.
Comments 12

Mafiosi sull’orlo di una crisi di nervi

«Dottore, sono i miei capelli! Temo di perdere i capelli. Guardi queste macchie sul mio braccio, le vede?»

«Non riesco a dormire perché sento la voce di mia figlia e non è giusto non poterla nemmeno vedere, non posso accettarlo»

«Sì, sono stressato, è vero. Sono stressato perché sono innocente»

Queste parole vengono dalle persone da cui meno ci aspetteremmo di sentirle pronunciare, ovvero i boss della malavita detenuti in carcere. Incubi, dubbi esistenziali, paranoie pare infatti che colpiscano anche loro, perché la giustizia, i processi, le fughe, il pensare a dove nascondersi… li stressa.

Ma non solo le rocambolesche fughe e gli astuti piani per la libertà li opprimono, bensì anche i propri colleghi, perché nel mondo criminale l’andare dallo psicologo è un segno di debolezza, pertanto se si viene scoperti, si viene eliminati. Il figlio di un mafioso disse infatti al terapeuta che lo curava: «Se mio padre sa che vengo qui, ci ucciderà». Infatti l’ansia è indizio di poca stabilità, di poco autocontrollo e per questo non si è affidabili. Inoltre il fatto stesso di confidarsi con un medico, di raccontare le proprie paure e le proprie vicende private non è consono alla figura del mafioso, che di regola preferisce l’omertà alla promessa di tacere del medico in virtù del suo codice deontologico.

Anche le mogli dei boss poi sono stressate, in ansia per i propri coniugi o rinchiuse in gabbie dorate con le finestre oscurate. Il loro male? La solitudine nella maggior parte dei casi. E la depressione.

Per questo si è deciso di istituire all’Università di Palermo un master universitario di secondo livello proprio in Psicologia del fenomeno mafioso, che si rivolge a tutti coloro che con questo campo entrano in contatto: settori amministrativi, territoriali, giuridici.

Sinceramente trovo davvero di cattivo gusto istituire un master che abbia come obiettivo finale quello di formare persone in grado di aiutare i mafiosi. E’ come se si volesse giustificare il loro stress, e, indirettamente, il loro operato. Sì perché la loro ansia deriva bene o male dal loro “lavoro”. E alle vittime della mafia, nessuno ci pensa? Loro non sono stressate? Le minacce rivolte a moglie, figli o familiari non provocano ansia? Inoltre, mi sembra che trasformino i mafiosi in animali da circo. E, se io fossi una mafiosa, la cosa mi darebbe fastidio. Pensare ad una figura di questo tipo, che fa del terrore l’arma per prevaricare gli altri, mangiarsi le unghie o essere indeciso sul da farsi perché insicuro mi fa sorridere, più che impaurirmi. Chi mai darebbe retta ad un mafioso che è talmente con i nervi a fior di pelle da saltare per ogni ombra che vede avvicinarsi? La situazione si presta bene per una parodia, o una comica. Altri prima di me ci hanno pensato, come il bravo Harold Ramis ed il suo Analyze This, italianizzato in Terapia e pallottole (di cui, divagando, preferisco di gran lunga il titolo originale, che invoglia maggiormente alla visione del film, tra le altre cose). Da questo punto di vista potrebbe essere una cosa buona, ma se penso poi con quali soldi verrebbero pagate queste sedute, trovo la cosa di dubbia moralità. Inoltre, data la conseguenza implicita del ridicolizzare la figura del mafioso, nessuno ha pensato che si potrebbero avere ritorsioni contro gli studenti o contro chi organizza i corsi, dato che si eliminano già i “colleghi” che si rivolgono allo psicologo per ottenere conforto?

Concludendo, vedo quest’idea come il solito mezzo per guadagnare il più possibile su figure che siano anche fulcro di attenzione da parte del pubblico, come appunto quella del mafioso sclerato, che incuriosisce e stuzzica quasi in modo sadico, quasi fosse una sorta di contrappasso che i boss debbano subire per la loro… “professione”. Se fosse un corso per entrare nella psicologia del fenomeno mafioso cercando di combatterlo dal di dentro sarebbe anche una cosa positiva, seppur pericolosa, ma vista in questo modo mi sembra solo inutile, amorale e piena di rischi. Sarebbe meglio impiegare soldi e tempo a rattoppare i corsi già esistenti, a migliorarli sopratutto, e non a crearne di nuovi che sembrano solo buoni per una trama dei “Sopranos”.

Annunci

12 Comments

  1. In che università è stato istituito questo interessantissimo master? no perchè vorrei iscrivermi anche giusto per vedere chi è che ci mette la faccia.
    Io spero che sia una cosa più ampia e non relativa solo alla cura della psiche del mafioso ma che sia una psicologia del fenomeno e quindi anche e sopratutto delle cause e delle vittime.
    Comunque mi sono sempre chiesta che genere di baratro avessero dentro di se i mafiosi, sono curiosa di sapere se credono che la loro sia una vita degna di essere vissuta.

    Mi piace

    • Eheh.. anche io sarei curiosa, ma come diceva Nietzsche:

      Se guardi nell’abisso, l’abisso guarda in te

      quindi dovremmo stare attente! 😛

      Il master è stato istituito all’università di Palermo, e spero sia come tu lo ipotizzi, perché visto in questo modo non sarebbe totalmente sbagliato. Da come l’ho sentita e letta io però non facevano accenno a questo tipo di possibilità, sembrava che fosse solo psicanalisi dei mafiosi (e delle loro mogli) per aiutarli ad uscire dalle loro nevrosi… lo psichismo mafioso come fenomeno socio-psicologico è stato analizzato in diversi libri sull’argomento, anche se immagino sia talmente complesso e vasto che ci vorrebbe ancora tempo per conoscerlo a fondo… Credo che il via l’abbiano dato Falcone e Borsellino, che guardarono la mafia dal di dentro cercando di capire la sua struttura e le sue regole. Chissà che direbbero ora guardando questo corso…

      Mi piace

  2. >_> Penso che tutti avrebbero dubbi sulla vera serietà di questo corso..
    Comunque,già che ho letto il tuo commento sul mio blog.. Hai studiato giurisprudenza a Firenze?
    Hai pure azzeccato il nome del professore xD Passagnoli! Che tipo O_o

    Mi piace

  3. Hai perfettamente ragione.

    All’ansia delle vittime non ci pensa nessuno?
    vada per i figli dei mafiosi, che un genitore non lo scelgono, ma le mogli che soffrono di depressione e solitudine, ne vogliamo parlare?
    Loro SANNO con chi si stanno sposando, e accettano, ed è già tuttodire.
    Non è che si parla dell’FBI o delle spie… i mafiosi hanno nomi e cognomi, facce e corpi, e chi accetta di stare con loro è una sorta di “mafioso che brilla di luce non propria”.
    Io trovo che una simile specialistica universitaria sia insensata, e quindi quoto tutto ciò che hai scritto.

    Mi piace

    • Grazie Cup. ^^
      Infatti io non giustifico nemmeno le mogli dei boss, se sono state costrette a sposarli è un altro paio di maniche ma se l’hanno fatto di loro spontanea volontà… la moglie di Micheal Corleone si ribellò e lo lasciò, proprio perché non ne poteva più di quella vita, tanto per fare di nuovo un esempio cinematografico. Ma poi è come se volessero giustificarli, come se dicessero:”Poverini, sono tanto stressati per i troppi negozi fatti saltare, aiutiamoli…” E i commercianti di quei negozi non sono stressati? Insomma devono proprio essere becchi e bastonati? Mah…

      Mi piace

  4. innanzitutto, complimenti per l’apertura del sito con dominio proprio 🙂

    per quanto riguarda sta cosa, dico solo che se uno è depresso perché gli capita una disgrazia che non dipende da lui ha il diritto di avere tutto l’aiuto possibile… ma uno che vive una vita criminale e poi finisce in gattabuia (non certo perché ci è voluto andare, almeno nella stragrande maggioranza dei casi) direi che non ha certo tutto questo merito. ai mafiosi poi direi che l’ideale sarebbe fargli vedere “Un boss sotto stress”, così subiscono una bella punizione cinematografica a tema, pure

    Mi piace

    • Grazie Brunez! ^^

      Sono della tua stessa opinione, come si diceva anche con Cup non è che sono dei poveretti che ci sono capitati, ci sono finiti loro e anche coscientemente! Bah… andrà a finire che contestualizzeremo anche questo, insieme alle escort, come le bestemmie…

      Mi piace

    • Un grosso crepi il lupo Giuseppe, grazie…! Sono fiera di questo mio progetto, sai?
      E’ una cosa piccola ma mi rende orgogliosa. Per questo apprezzo ancora di più i commenti come il tuo, che mi incoraggiano a proseguire! 😀

      A presto!

      Mi piace

Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...