Mi hanno regalato un tarocco e ne vado fiera.

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Le pellicce sono tornate di moda l’anno scorso ma continuo a vedere a giro ragazzuole con capi pelosi sulle loro spalle. Non le biasimo, anche io ho un giaccotto di pelle con il collo bordato di pelliccia che mi è stato regalato e devo confessare che tutti i capi realizzati in questi materiali mi sono sempre piaciuti un sacco.

Ma. C’è un ma.

Io adoro la pelle e la pelliccia se rigorosamente portata addosso ai loro proprietari: quelle che indosso io sono ecologiche. Non sopporterei la consapevolezza di avere addosso milioni di cadaverini cuciti insieme solo per rendermi più faiga (ammesso che lo diventassi poi) né sopporterei il senso di colpa che mi attanaglierebbe ogni qual volta indossassi il capo in questione. Credo che me ne disferei in fretta se mi accorgessi che il mio giubbotto un tempo correva nei boschi. E questo in generale. Il sapere come vengono realizzati poi, mi fa venire decisamente i brividi, nonché provare orrore verso il genere umano. Per ottenere la pelliccia in questione infatti spesso questi poveri animali vengono spellati vivi e per ottenere il vello dell’agnellino più riccioluto mamma pecora viene picchiata sulla pancia fino a quando non abortisce, o muore. Potrei continuare all’infinito sulle assurde sevizie che vengono fatte sugli animali in nome della vanità, e non solo per la loro pelliccia ma anche per le loro pinne (gli squali), i loro corni (rinoceronti) e i loro denti (elefanti) ma non lo farò, né guarderò i video su You Tube che raccontano degli orrori commessi in giro per il mondo: sarebbe come aprire una porta sull’inferno e ‘ste scene le sognerei di notte.

Molti ignorano il modo in cui vengono confezionate le pellicce che poi comprano a millemila euro, ma altri, invece, ne sono a conoscenza e decidono più semplicemente di fottersene, dicendo: “Eh va beh, ci sono pure i bambini che muoiono, che dovremmo fare?” “E va beh, tanto sono solo animali” ” E va beh, ma vuoi mettere la pelliccia vera con quella finta…?” E io ogni volta rimango senza parole. Trovo queste persone incredibilmente crudeli e insensibili. Esistono inserti di maniche, cappelli, scarpe, colli, cappucci fatti con il pelo di cane o di gatto. E se io prendessi Fufi, Fido, Miao, Micia e li scuoiassi vivi per farci un colbacco, sarebbero ancora solo animali? Un cappello che prima ti faceva le feste sarebbe solo un animale? Una manica di cappotto che prima faceva le fusa sarebbe solo un animale?

Per quanto riguarda la pelle invece, lì ho un’opinione leggermente diversa, anche se mi farebbe ugualmente senso indossare  qualcosa che prima brucava nei prati. Sono d’accordo nell’utilizzare la pelle che rimane dalla macellazione per l’abbigliamento; in questo caso non si parlerebbe più di abominio ma di un “risparmio”, né più né meno di come facevano gli uomini primitivi: dopo aver mangiato la carne usavano la pelle per coprirsi. Qui probabilmente ci si chiederebbe se sia stata data una morte indolore all’animale prima di mandarlo al macello, se sia giusto continuare a mangiare carne o se sia meglio diventare vegetariani etc… ma ci si sposterebbe su un altro argomento.

Credo che l’unica volta in cui sia davvero giusto comprare un “bel tarocco” fatto bene al posto di un originale è proprio questo. Non provo invidia per chi ha una pelliccia vera, come costui o costei pensa, anzi non riesco a capire come possa comprare e indossare un capo simile, come possa pensare di essere faigo avendo la consapevolezza di aver causato una morte atroce a un essere vivente. Io vado molto fiera del mio collo di pelliccia tarocco e penso sinceramente che dovrebbe essere lui o lei ad invidiare me, che ho ancora la mia aureola sul capo e non un bel paio di corna rosso fuoco.

C'è che.

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C’è che S. è appena andato via. Oggi abbiamo fatto il pranzo a casa sua, il 24 sera lui è venuto a casa mia e ci siamo scambiati i regali sotto l’albero. Un monte di regali. Roba che mi sento più fashion blogger di Chiara Ferragni. Ma più di tutto, questi giorni siamo stati tanto insieme, e io non sono abituata a questa overdose di S. Così, quando un quarto d’ora fa è andato via dopo avermi riaccompagnata a casa, mi è venuto un groppo in gola e mi sono dovuta chiudere in bagno per calmarmi. Lo so che è stupido e infantile, lo so che è sempre meglio dell’anno scorso, quando invece che per Firenze doveva ripartire per Napoli, lo so che ci sono coppie che stanno a settordici euro di distanza ma sapere che stasera riparte e che lo rivedrò solo venerdì sera mi fa stare male. Adesso come adesso vorrei spegnere il pc, infilarmi le scarpe e correre da lui.

Non c’è altra via, devo finire ‘sta università del piffero. E trovare un lavoro (o almeno uno che gli assomigli).