Mese: aprile 2011

Sulla proverbiale gentilezza dei call center.

 Andando all’università sono solita portarmi dietro una bottiglietta d’acqua per domare la sete e cercare di sciogliere la cellulite dalle cosce, bottiglietta che abitualmente metto nella borsa porta computer. Un brutto giorno (si parla di un mese fa più o meno) scendendo dal pullman sento la suddetta borsa umida e bagnata. Impallidisco, mi fermo in mezzo alla strada e con la gente che mi osserva tra il divertito e lo stupito tiro fuori il  mio adorato e lo asciugo meglio che posso. “Merda” penso “Merda”. Osservo la bottiglietta dell’acqua: il tappo c’è ancora, è avvitato. Non capisco come possa essere fuoriuscito il liquido ma in questo momento è l’ultimo dei miei pensieri. Percorro il più velocemente possibile la strada che mi separa dall’università e quando vi arrivo tiro fuori il portatile dalla borsa. E’ già asciutto, ma se ci sono danni? Stupidamente lo accendo. Il  portatile si accende e si riavvia da solo, pertanto decido di spegnerlo e riaccenderlo la sera stessa. La sera stessa il portatile funziona (Thank God) ma la batteria non si …

E venne Pasqua. E pure Pasquetta.

Ed io sono sempre più conscia di quanto sia cambiata in questi anni. Nuove consapevolezze, nuovi dubbi, nuove paure, nuovi capelli bianchi. Nuova cellulite. Quando ero una ragazzina e andavo a fare pasquetta con gli amici non mi preoccupavo delle conseguenze che le calorie ingurgitate potessero avere sulle mie coscine di Bambi (e pensare che pesavo un po’ di più di quanto non pesi ora) mentre ora, seppur ingurgiti quanto e cosa mi pare allo stesso modo, vengo colpita da paure e dubbi fulminanti e mi chiedo se è il peso dei miei 25 anni o il sistema in cui vivo che si fa sentire. Perché è inutile dire e fare, è così. Prendiamo la commessa del negozio in cui io e la mia dolce metà siamo stati ieri, nel nostro lungo peregrinare. Una ragazza bassina, carina, magrolina, con uno spesso strato di ombretto (rigorosamente azzurro) sugli occhi, cerchietto e magliettaccia per fare l’effetto rock chic, l’ho sentita apostrofare una signora che sfogliava costumi da bagno sull’appendiabiti dicendole: “Eh signora, ma le cose belle costano eh… …

Promesse

Promessa. Dal latino promissa, neutro plurale di promissum e questo da promittere (promettere). Ciò che si promette, proiezione di una cosa che si darà, impegno assunto con un’altra persona. Promessa è anche la sposa che dà il suo consenso a diventare una donna onesta e che, nel caso volesse rimanere nel campo dei malavitosi proprio il giorno delle nozze o poco prima entrerebbe non solo nelle ire dello sventurato ma anche nell’elenco dei prossimi da contattare tramite legale, in virtù della promessa di matrimonio, conosciuta in ambito internazionale. Promessa è la terra Israele, che è entrata nell’immaginario collettivo nel senso figurato di qualcosa che si desidera da lungo tempo, promesso è il Paradiso a chi si comporta bene e l’Inferno a chi si comporta male, una promessa è in genere un giovane brillante che dimostra di possedere qualità sconosciute ai più che lo porteranno in alto, la promessa da marinaio è una promessa da non prendere molto sul serio, dato che in tutta probabilità la persona che si è impegnata non ha intenzione di mantenerla. Una promessa …