Inquietudini

Non ho mai provato un senso di inquietudine nel vedere una pubblicità ma come dice il proverbio, c’è una prima volta per tutto e si sa che la saggezza popolare vince sempre. La pubblicità che tanto mi inquieta è quella di “Human take control”, un nuovo programma che farà a breve la sua comparsa sui teleschermi italiani. La pubblicità è dal ritmo veloce ed incalzante, ha come sottofondo una musica dal ritmo febbrile che costringe a seguire lo spot fino alla fine. Il narratore parla velocemente e pone enfasi sull’ultima parola quando garantisce al telespettatore che è  “come giocare con dei tamagotchi UMANI” dove all’ultima parola la musica si ferma con un piccolo tonfo. Colori sgargianti a contrasto (seguono mica per caso la moda del color block?) e immagini di mani appaiono per tutta la durata della pubblicità che si conclude con l’immagine di una mano che stringe una sorta di manichino dei crashtest facendolo “pulsare” ad ogni sollecitazione.

Personalmente trovo tutta la faccenda di orrido gusto, oltre che angosciante. Il fatto che si garantisca l’ubiquità del prodotto in questione già lascia spazio all’idea di un controllo assoluto (da parte di chi verso chi poi è tutto da stabilire). Il fatto che il reality s’intitoli “Human take control” lascia intendere che solitamente gli umani non hanno il controllo e che questa è una sorta di offerta irripetibile che viene fatta loro. Il fatto che si sottolinei che è come giocare con dei tamagotchi umani, cosa che sembrano proporre come allettante, a me spaventa moltissimo poiché sembrano ridurre l’essere umano ad un semplice giocattolo senza vita e senza sentimenti, al quale soddisfare i bisogni primari e nulla più. Il manichino che viene stritolato dalla mano finale sembra esanime. A questa immagine ho subito collegato, per associazione d’idee, Polifemo che catturava i marinai di Ulisse nella caverna e li stringeva nel pugno prima di divorarli. Già solo l’idea di poter controllare una persona tirandone i fili come fosse un semplice burattino mi spaventa, già il fatto che possano averci pensato mi spaventa e già il fatto che qualcuno possa averlo realizzato ed accettato di mandarlo in onda mi spaventa. Ma sopratutto, mi spaventa il pensare che l’idea possa venire accolta dalle masse e che vi si possa fare l’abitudine perché “tanto è solo un gioco”. So che è solo un gioco, ma è il principio che è sbagliato. E’ il messaggio che passa che è sbagliato. Ci deve pure essere un limite entro il quale fermarsi ed ogni tanto un principio morale, etico e sociale deve pesare più di un foglio dell’Auditel.

Personalmente sono disgustata sia da chi l’ha ideato sia da chi si accinge a metterlo in onda. Consiglio loro di smettere di giocare così tanto coi Sims e di smettere di identificare la loro realtà con la nostra. Spero di tutto cuore che questo reality si risolva in una bolla di sapone, scoppiando alla prima puntata come altri programmi infimi prima di lui hanno fatto. George Orwell non ha insegnato niente dunque?

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6 thoughts on “Inquietudini

  1. Ciao

    “Ci deve pure essere un limite entro il quale fermarsi ed ogni tanto un principio morale, etico e sociale deve pesare più di un foglio dell’Auditel.”

    hai detto una grande verità!
    Buon fine settimana!

    ps
    io sono di natura malinconica :-))

    Mi piace

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