E venne Pasqua. E pure Pasquetta.

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Ed io sono sempre più conscia di quanto sia cambiata in questi anni.

Nuove consapevolezze, nuovi dubbi, nuove paure, nuovi capelli bianchi. Nuova cellulite. Quando ero una ragazzina e andavo a fare pasquetta con gli amici non mi preoccupavo delle conseguenze che le calorie ingurgitate potessero avere sulle mie coscine di Bambi (e pensare che pesavo un po’ di più di quanto non pesi ora) mentre ora, seppur ingurgiti quanto e cosa mi pare allo stesso modo, vengo colpita da paure e dubbi fulminanti e mi chiedo se è il peso dei miei 25 anni o il sistema in cui vivo che si fa sentire. Perché è inutile dire e fare, è così.

Prendiamo la commessa del negozio in cui io e la mia dolce metà siamo stati ieri, nel nostro lungo peregrinare. Una ragazza bassina, carina, magrolina, con uno spesso strato di ombretto (rigorosamente azzurro) sugli occhi, cerchietto e magliettaccia per fare l’effetto rock chic, l’ho sentita apostrofare una signora che sfogliava costumi da bagno sull’appendiabiti dicendole: “Eh signora, ma le cose belle costano eh… pensava di non spendere niente?” e pochi minuti dopo dirle: “Ma quello è piccolo per lei, è sicura di volerlo comprare?” per poi sentire la signora ribellarsi e rispondere: “Guardi che questo è per mia figlia”. Ecco, io sono d’accordo sul fatto che le persone sono insopportabili, e si tramutano in bersagli con tante righe colorate concentriche quando a. sono al volante e b. sono in un qualsiasi negozio ma se io fossi stata la sua datrice di lavoro avrei preso da parte rock chic e le avrei detto: “Senti bellina, o fai per bene o te ne vai perché la gente non si tratta in questo modo”.

Nonostante tutto questo nuove consapevolezze non proprio del tutto sgradite si sono affacciate alla mia disincantata e lucente mente venticinquenne, della serie incantarsi di fronte ad una vetrina piena di scarpe, provarsi i profumi ispirati alle isole della Toscana, osservare saggiamente e con coscienza che in un outlet non proprio tutto ciò che è esposto è bello come le marche e i prezzi suggeriscono (anche se, sinceramente, ogni volta che entro in uno di loro mi sento automaticamente ed immancabilmente una barbona) e immaginare di comprare una casina nel posto in cui siamo stati, costruita utilizzando muro a secco e circondata di petunie fucsia che si snodano su due o tre gradini.

Anche da affittare e ricavarci qualche soldo, perché no. 🙂

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2 pensieri su “E venne Pasqua. E pure Pasquetta.

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