Mese: luglio 2011

Scilla e Cariddi

Ritorno dopo un bel po’ su questi schermi. In questi giorni sono stata presissima da un esame che ho sostenuto ieri e che ho passato, nonostante mille difficoltà e paure… è solo la prima parte ma già aver passato questa significa molto perché è molto pesante e occorre ricordarsi un sacco di cose per poterlo superare, inutile dire poi che le assistenti del professore sono due diavolesse in carne ed ossa, di cui una in special modo ha una faccia da stronza che non finisce mai. Lo smalto rosa shocking con il quale si è presentata ieri in coordinato con la maglia e le scarpe tacco 12 poi la diceva lunga sulla sua indole materna e protettiva… perché le donne sono sempre più incattivite degli uomini nelle vesti di professoresse? Sembravano Scilla e Cariddi, una in un angolo della stanza e l’altra nella parte opposta, con in mezzo l’assistente, uomo piuttosto belloccio e con una camicia color ciclamino. Hanno fatto una strage. Ero la numero venti nella lista ma ho fatto l’esame all’una, nonostante lo …

Pulizia

Stamattina ho rimosso tutte le foto, le cartoline, l’elenco degli esami che mi mancano e l’autografo di Caparezza dal muro che di fronte alla mia scrivania. La mia scrivania è appoggiata contro il muro più corto della mia cameretta, sormontata dalla mezza libreria dove ho tutti i miei tomi universitari, le dispense e la collezione di Corto Maltese, che devo tenere sempre vicino perché la ho cara come la bambola che è seduta accanto, Margherita, la mia primissima bambola che mi regalò mio zio e dove vi ho dormito dentro quando ero una neonata. Tra la scrivania e la libreria ho un piccolo pezzo di muro sul quale avevo attaccato tutto ciò che mi piaceva e che aveva un significato per me: il Bacio all’Hotel de Ville di Robert Doinsneau, l’acquarello di Praga che comprai quando andai in gita in quella meravigliosa città che mi è rimasta nel cuore in 3° liceo, pochi mesi prima della maturità, l’elenco degli esami universitari fatti e da fare, l’autografo di Caparezza sul retro del biglietto d’entrata, il mio …

Cervello, facciamo pace.

Sono ripiombata in quell’assurdo periodo dove sono confusa e non so cosa fare né come comportarmi. Questo, per capirsi. Non so se preparare tutto l’esame di procedura entro la fine del mese o solo la prima parte, non so se chiedere consiglio o meno, non so se la risposta secca data da un mio collega sia dovuta all’assurdità della mia domanda o al suo mestruo maschile, non so se faccio bene a fare qualsiasi cosa insomma. Come nel post  che ho linkato, ho tagliato la frangetta (stavolta mi sono affidata alle sapienti mani di mammà) ma anche lei stavolta ha toppato e me l’ha tagliata un tantinello più corta della sua lunghezza ideale, che è tanto brava a raggiungere. O sono io che ho un metro della misura distorto? Non so. Mi sembra di vivere in un mondo parallelo con un paio di occhiali da ubriaco sul naso, sì, di quelli che fanno vedere nei cartoni, che li metti e vedi ogni cosa in modo sfocato e confuso. E mi comporto come una schizzata. Sarà …