Cervello, facciamo pace.

Sono ripiombata in quell’assurdo periodo dove sono confusa e non so cosa fare né come comportarmi. Questo, per capirsi. Non so se preparare tutto l’esame di procedura entro la fine del mese o solo la prima parte, non so se chiedere consiglio o meno, non so se la risposta secca data da un mio collega sia dovuta all’assurdità della mia domanda o al suo mestruo maschile, non so se faccio bene a fare qualsiasi cosa insomma. Come nel post  che ho linkato, ho tagliato la frangetta (stavolta mi sono affidata alle sapienti mani di mammà) ma anche lei stavolta ha toppato e me l’ha tagliata un tantinello più corta della sua lunghezza ideale, che è tanto brava a raggiungere. O sono io che ho un metro della misura distorto? Non so. Mi sembra di vivere in un mondo parallelo con un paio di occhiali da ubriaco sul naso, sì, di quelli che fanno vedere nei cartoni, che li metti e vedi ogni cosa in modo sfocato e confuso. E mi comporto come una schizzata. Sarà la preoccupazione dell’esame, della tesi, del tempo che passa? Sarà la delusione per questo periodo? Sarà perché esigo sempre troppo da me stessa e, come dice l’oroscopo di Vogue appena arrivato: “La conquista di una medaglia – di bontà, bravura, dedizione – può costarvi fatica, ma non siete obbligate a salire sempre sul podio della perfezione, anche perché sono in agguato insidie sottili, e la vostra pazienza diminuisce. Se riuscite a staccarvi da terra fino a raggiungere la visione dell’alto, vi sarà chiaro quanto terreno di recente avete guadagnato”?

Boh. Mi faccio troppe domande e penso troppo. Devo fermarmi, calmarmi un secondo e analizzare le cose con lucida razionalità, così come faccio sempre e come amo fare sempre. E preparare solo la prima parte dell’esame, perché in fondo il tempo ce l’ho cazzo, anche se ho saltato un giro di boa rispetto ai programmi che mi sono fatta. Ma non tutto va come si progetta, no? Bisogna essere pronti agli imprevisti, e reagire di conseguenza, non fossilizzarsi ed andare in crisi perché un pezzo del puzzle non s’incastra come scatola insegna.

Che poi, ho appena finito di videochiamare il mio professore per la tesi. E sono contenta perché abbiamo cominciato a buttar giù la struttura, il primo capitolo, il primo paragrafo… concretamente. Non vedo l’ora di finire gli esami e dedicarmi solo a lei.

“Crisi dal greco KRISIS che tiene a KRINO:  separo – momento che separa una maniera di essere o una serie di fenomeni da un’altra differente” (da: www.etimo.it).

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8 thoughts on “Cervello, facciamo pace.

  1. Piccolo tesoro, quanto ti capisco… Io sto vivendo una crisi mistica pensando a settembre ma… Non ho voglia di fare nulla 😦 come farò? Fisso la pagina bianca di office e improvvisamente mi sento fiacca, spossata… Maledetto caldo!
    Secondo me, inizia a preparare la prima parte dell’esame e poi, in base al tempo che ti rimane a disposizione, vedi se è il caso di prepararlo tutto come esame… Tanto, mal che vada, non hai studiato per nulla e comunque sia in entrambi i casi, la prima parte la devi fare comunque.
    Il segreto è: non pensare al tempo che passa, non contare mesi, settimane, giorni, che tanto non serve. Più ti concentri, più riuscirai ad arrivare dove vuoi 🙂
    Ahhhh, se riuscissi io stessa ad ascoltare i miei consigli! 😀
    Per la frangia non preoccuparti, ricresce velocemente! Io anche volevo farla, ma mi stanno persuadendo tutti a causa dei miei problemi di vista 😦
    Ti voglio bene tesorina e su, che se ci facciamo coraggio a vicenda, tra studentesse, ce la facciamo! :*

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    1. Sì, grazie Quoricina…! Facciamoci coraggio a vicenda… scrivere questi post serve pure a sentirsi meno sole…! 

      Per la frangia, se non la fai come i personaggi degli anime, non credo ti possa portare qualche problema per la vista… no? In fondo copre la fronte… se decidi di farla fammi sapere che voglio vedere come ti sta! 🙂  

      Baciottoli tesoro! Grazie! 

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  2. Sono situazioni difficili e stressanti per natura, ma il segreto è secondo me rimanere calmi e tranquilli, programmare il tutto con razionalità e non dimenticare che siamo pur sempre a luglio…un pò di stanchezza e spossatezza sono proprio fisiologiche! forza, non ti preoccupare più del dovuto! kiss :*

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    1. Sì, è anche la stagione! Come si fa a concentrarsi con un sole caldo e il cielo azzurro dico io?! Vorrei solo andare al mare (senza perdere il telefono stavolta) 😛

      Grazie Ines! Un bacione! :*

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  3. Come sempre, ti capisco…sarà che la mia crisi si protrae da mesi, ormai. Io ho quasi paura di riprendere i libri perché significherebbe dover ricominciare la lotta “ufficialmente”.

    Come dice Glendra, però, è solo ansia, dai! Non ci sono motivi reali per stare così male, ergo fai un bel sospiro, e riprendi la retta via 🙂 Andrà tutto benissimo! E poi a te manca poco 🙂

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