La solita minestra

 

In cosa consiste la solita minestra? Di solito donne coi pantaloni che rivendicano il loro possesso del mondo e di quello che hanno sotto il cavallo agitando il pugno dalle unghie più o meno lunghe e più o meno laccate minacciando di dar fuoco alle cucine, simbolo del maschio pigro e panzone nonché padrone e della società gretta e antimatriarcale che le vorrebbe relegate ai fornelli vita natural durante.

Sebbene io mi ritenga una donna moderna (cit), dai pantaloni e dalle convinzioni ferme e decise sul fatto che la società sia – ahimé- assai maschilista, odio questa solita minestra. La libertà che noi donne tanto rivendichiamo è fatta anche di fornelli, di gonne e di collane con le perle. Per me non c’è niente di male nel fatto che una donna scelga di rimanere tutta la vita in casa, a prendersi cura della propria famiglia, non c’è niente di male nel fatto che si preoccupi della propria linea, non c’è niente di male nel fatto che adori stare dietro i fornelli.

Purché, attenzione, lo voglia lei.

Se è lei a volerlo, perché le piace, perché lo vuole, perché ci si sente bene, allora ben venga. Se però deve esserle imposto, deve esserle costretto, deve farlo per essere accettata e – orrore – non essere lasciata, ecco, allora io mi unisco alla solita minestra indossando pantaloni e agitando il pugno in aria. A volte si dimentica il concetto per il quale libertà, indipendenza, autonomia non sono legate ad un comportamento necessariamente fuori dalle regole e contrario agli usi e costumi della società, quanto piuttosto alla volontà, al desiderio, al piacere che deriva da un dato comportamento. Una donna può essere indipendente anche facendo la casalinga, anche se non rientra nel comportamento standard di quella in carriera.

A volte mi sembra che noi donne facciamo di tutto per entrare in vestiti troppo stretti o che non ci piacciono solo per sentirci dire brave, per sentirci moderne, indipendenti, così sicure da non aver bisogno di nessuno, quando in realtà la vera indipendenza, la vera sicurezza risiede del fare quello che si vuole e quello che ci piace senza avere sensi di colpa o paure di venire tagliate fuori.

Se una donna decide di rifarsi il seno per piacere a sé stessa, ben venga.

Se una donna decide di lasciarsi crescere i capelli perché le piacciono lunghi, e non perché rientrano nella fantasia comune della bellezza femminile, ben venga.

Se una donna decide di fare la casalinga perché le piace prendersi cura della casa e della propria famiglia, ben venga.

Il problema del ruolo della donna è tutto lì: nel vedere se la donna vuole farlo oppure no.

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