Emmobastaveramenteperò, Essere me, Follie di prima gioventù, Il mondo fuori dal letto è cattivo., Paturnie
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Tetris

Sono usciti gli appelli (spero ultimi) dei miei prossimi esami. Sono tutti appiccicati l'uno all'altro e, come se non bastasse, cominciano dall'11 gennaio in poi, così tanto per godersi le feste, mentre gli anni scorsi cominciavano almeno dal sette (e su questo la mia mente diabolica contava). Se a tutto ciò sommiamo che per il D.C. che devo fare io (e che non è Democrazia Cristiana) devono ancora uscire gli appelli e che la seconda parte di questo esame partorito da una mente perversa mi capita con un professore rinomato come "il diavolo" mentre fino a pochi mesi fa avevo un'altra docente (a proposito, grazie a chi ha avuto la bella pensata di introdurre il nuovo piano di studi quando io devo fare gli ultimi tre esami della mia vita!) voi capite che l'improvvisa acidità di stomaco che mi ha colta e che mi accompagna ogni qual volta ho un travaso di bile è più che giustificata. 

Ho una paura fottuta di non riuscire a farcela, ma devo farcela perché altrimenti costringerei i miei a pagare la penale per non aver mantenuto la mia promessa di brava pampina di finire tutti gli esami entro marzo nonché infliggerei a me stessa una punizione corporale et spirituale di continuare lo scoglionamento fino a giugno (Oddio ti prego no, già mi sento male al solo pensarci).

Basta.  

Ragionando lucidamente, come sono solita fare reprimendo le emozioni (che cosa superflua et inutile, vero?) ho preparato un piano di strategia militare degno di Napoleone Bonaparte, che spero non salterà in aria quando usciranno (e spero decidano di muovere il deretano) gli appelli di D.C. che intessano me. Vorrei addormentarmi ora per svegliarmi in aprile, con la primavera. Fare come gli orsi e andare in letargo. Sogno il momento in cui potrò scrivere su Twitter e su questo blog "E in culo anche l'università (cit.)" ma sono consapevole del fatto che il tutto dipende in gran parte da me, anche la velocità con cui arriverà questo momento.

Per cui ciancio alle bande e rimbocchiamoci le maniche. 

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9 Comments

  1. In bocca al lupo, di cuore.
    Io ricordo ancora le pene che mi sono inflitta per non essere riuscita a laurearmi in autunno (per intenderci, ottobre). Poi mi sono laureata a maggio (sempre in corso, eh!) e tanti saluti.
    Magari sono le solite stronzate che mi racconto per giustificare i miei fallimenti, però sono dell'idea che le cose accadono per una ragione. Quindi, con il senno di poi, va bene anche così.
    Che, semplicemente, è un mio modo contorto per dirti che fai bene ad impegnarti e a voler finire secondo i tuoi programmi, però non massacrarti più di tanto, se non dovessi riuscirci. Non ne vale proprio la pena! 😉

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    • Crepi il lupo…!
      Anche i miei genitori mi hanno detto di non stressarmi troppo, che se anche non dovessi riuscire (e qui corna come se piovesse) non casca il mondo e pagano la penale senza problemi però io mi sentirei in colpa per avergli fatto pagare dei soldi che potevano risparmiare e poi sinceramente non ce la faccio proprio ad immaginare di fare esami a giugno… voglio finire a marzo e stop, tesi, laurea e vaffanzum. 🙂

      Grazie… davvero. 😀

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