Mese: febbraio 2012

Post sibillino

Una settimana fa c’era la neve e faceva freddo. Oggi invece c’è aria di primavera, ho visto le api ronzare e posarsi sui fiori e i colombi preparare il nido per le future covate. Sembrava che l’inverno dovesse restare per sempre. E invece in una settimana, una sola settimana, il paesaggio è cambiato. E il sole scotta. In sette, piccoli, minimi giorni. Accade così anche nella vita; devo farmene una ragione.

The butterfly effect

Tutti noi dopo la seconda serata del festival di Sanremo ormai sappiamo che Belen ha una farfalla tatuata sull’inguine, e questo grazie allo spacco vertiginoso del vestito che le arrivava all’ombelico. Belen è una bellissima ragazza, anzi più che bella direi che è molto sexy, per questo riscuote consensi ed ammirazione. Inoltre è mediamente simpatica, sa pronunciare cognomi e risulta quasi “vera”, al contrario della Canalis che non sa dire quattro parole che le hanno scritto sul copione  in fila senza risultare macchinosa e svogliata, come se facesse un piacere a stare lì sul palco. Capisco che la tv voglia un certo dress code, capisco che Sanremo è in fallimento e che abbia bisogno di fenomeni da baraccone ogni sera per costringere la gente a guardarlo, vuoi Celentano di cui hanno fatto il solito vecchissimo giochino del: “Ci sarà? Non ci sarà?” da almeno 20 giorni e di cui non ho capito il successo, dato che non è un personaggio sconosciuto che suscita tutta ‘sta curiosità o che si sia ritirato dalle scene e di …

Sul San Valentino

Da che posso ricordare io il San Valentino l’ho sempre festeggiato, fin da piccola, visto che è anche il mio onomastico. E l’ho sempre vissuto serenamente, con regalini e telefonate. Anche quando arrivai alle medie e cominciai ad avere i primi approcci con l’altro profilo del San Valentino, quello amato/odiato a livello mondiale, ho continuato a viverlo serenamente. Tutto questo fino al liceo, dove il 14 febbraio mi rivelò il suo lato oscuro: l’ostentazione da chi era accasata e la depressione da chi invece non lo era. E finì la serenità assoluta nella quale ero vissuta fino ad allora. Al liceo infatti le mie compagne di scuola si facevano inviare dai loro fidanzati grandi mazzi di rose rosse, che la bidella consegnava durante l’ora di lezione. Dopo aver finto un’espressione sorpresa e aver cercato di nasconderle sotto il braccio sospirando e dicendo: “Oh accidenti, non centrano!” a ricreazione le sbandieravano in giro con un sorriso sornione. Io reagivo – ora come allora – con totale indifferenza. Un po’ perché sono sempre stata convinta che se …