Per punti

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Questa settimana è passata in un lampo, ho avuto giornate piene di impegni e la cosa, inutile dirlo, mi è piaciuta molto. Adoro essere impegnata e quindi viva, adoro avere cose diverse da fare invece che tenere sempre il sedere sulla sedia e la schiena china su un ammasso di fogli. Cosa è successo?

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  • Il mio fratellino ha compiuto 18 anni: la festa è stata organizzata in un agriturismo qui vicino al paesello e, inutile a dirsi, è stata riempita dai gridolini di fanciulle che tentavano disperatamente  di non farsi gettare in piscina dai ragazzi e ragazzi che erano ben lieti di gettare in piscina ragazze riluttanti e sgambettanti. I miei unici rimpianti nell’organizzazione di questo compleanno sono rappresentati dal mini hi-fi che io e S. abbiamo regalato al festeggiato, dato che fa funzionare la penna usb e la presa aux ma non il lettore cd e il fatto che la maggior parte delle foto sia venuta scura, per la mancanza di luce sufficiente a far distinguere qualcosa. Idem dicasi per i numerosi filmati che ho girato e che speravo sostituissero le foto. Meno male che con me c’era l’insostituibile S. che ha scattato altre foto e girato altri video (avendo così la scusa di provare il suo nuovo Galaxy Nexus).
  • Ho ricevuto i miei primi incarichi da pseudo avvocata uniti alla promessa di guadagnare qualcosina: niente di particolarmente serio ovviamente ma fa sempre piacere vedere che la cellulite delle mie cosce non si è formata invano nello studiare tomi voluminosi di diritto. E che ci sia qualcosa da mangiare per il mio portafogli sempre così affamato.
  • Sabato sono stata invitata ad una festa di compleanno di tre ragazzuoli che hanno compiuto gli anni a maggio (don’t ask) ma, se devo essere sincera, mi sono annoiata, decisamente. E le tre torte avevano tre donnine semi ignude sopra, quindi lascio immaginare.
  • Ho scoperto i saldi: solitamente ignoro questi eventi dato che preferisco risparmiare rinunciando all’acquisto di qualcosa che non sia strettamente indispensabile ma devo dire che arrivare alla cassa con un reggiseno e due mutandine pronta psicologicamente a pagare 17 euro e sentirsi dire “Sono 8 euro e cinquanta, prego” ha il suo fascino perverso e tentatore. Ah, se ce l’ha. Ho trovato anche una di quelle collane lunghe, da anni ‘20, semplici e perfette, che cercavo da tempo e a cui ho sempre rinunciato per il discorso di cui sopra. Costava 8 euro e io l’ho pagata 2. Che  meraviglia.
  • Forse e dico forse sto imparando ad adattare i template visti sul web ai template di Wp. Inutile dire che per me manca sempre qualcosa ma va beh, non si può avere tutto. L’ottima Laurie ha promesso di farmene uno quindi, quando ne vedrete uno di qualità superiore, sappiate che è arrivato a casa.
  • Sono arrivate le foto del battesimo a cui ho partecipato a giugno e sono rimasta sorpresa nel vedere che no, non sono venuta poi tanto male.
Che altro dire? Mi viene in mente solo Louis che canta insieme ad Ella: Summertime… and the living is easy… 😉

Mercoledì

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Amo far asciugare i miei capelli al sole, intrecciandoli al vento caldo che soffia e non fa rabbrividire la mia pelle. Amo la certezza di sapere che il giorno dopo sarà una bella giornata. Amo poter cambiarmi in fretta, mettere lo smalto e vedere che si asciuga in metà tempo rispetto a come lo fa in inverno, amo il poter camminare scalza, sentendo con i piedi la diversa consistenza del terreno che calpesto, amo colorare il mio corpo con i raggi del sole, amo bagnarmi sentendo l’acqua fresca che porta via stanchezza e calura, amo mangiare meloni e gelati, amo leggere e scrivere in terrazza, sul mio amato tavolino verde, tra le mie petunie viola, amo sentire l’aria calda che mi coccola anche la sera, senza il timore di avere freddo per non essermi portata una giacca. Amo fare lunghe passeggiate e vedere le ombre delle foglie stagliarsi sul mio cammino, amo sentire l’allegro vociare dei bambini e il parlottare sommesso degli anziani.

Ricordi

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Scrivo questo post da una panchina fuori dall’università. E non posso fare a meno di ricordare.

Non tornavo alla sede distaccata di Giurisprudenza da circa un anno, da quando ho dato il mio ultimo esame qui. Avendo un po’ di tempo libero ho percorso i corridoi che mi hanno vista annoiata durante le lezioni, agitata prima degli esami, rilassata dopo aver verbalizzato. Ho preso un caffè alla macchinetta dove ne ho presi mille durante la pausa tra un’ora e l’altra di lezione, ho ascoltato gli esami che si stavano tenendo nelle aule, ho guardato la bacheca con gli appelli e i ricevimenti che per me non hanno più importanza. Ho ricordato di come fosse vedere arrivare l’autunno dalle finestre delle aule e di come l’inverno si sia trasformato in primavera attraverso quegli stessi vetri.

Mi sembra ieri quando, timida e speranzosa, andai a chiedere in segreteria riguardo al trasferimento di sede ed ora guardo la stessa sede scocciata e malinconica, quasi laureata.

Ricordo tutto questo e non posso fare a meno di chiedermi come vedrò il mondo e questo edificio, come quello di Siena, “dopo”.