Mese: luglio 2012

Per punti

Questa settimana è passata in un lampo, ho avuto giornate piene di impegni e la cosa, inutile dirlo, mi è piaciuta molto. Adoro essere impegnata e quindi viva, adoro avere cose diverse da fare invece che tenere sempre il sedere sulla sedia e la schiena china su un ammasso di fogli. Cosa è successo? Il mio fratellino ha compiuto 18 anni: la festa è stata organizzata in un agriturismo qui vicino al paesello e, inutile a dirsi, è stata riempita dai gridolini di fanciulle che tentavano disperatamente  di non farsi gettare in piscina dai ragazzi e ragazzi che erano ben lieti di gettare in piscina ragazze riluttanti e sgambettanti. I miei unici rimpianti nell’organizzazione di questo compleanno sono rappresentati dal mini hi-fi che io e S. abbiamo regalato al festeggiato, dato che fa funzionare la penna usb e la presa aux ma non il lettore cd e il fatto che la maggior parte delle foto sia venuta scura, per la mancanza di luce sufficiente a far distinguere qualcosa. Idem dicasi per i numerosi filmati che …

Mercoledì

Amo far asciugare i miei capelli al sole, intrecciandoli al vento caldo che soffia e non fa rabbrividire la mia pelle. Amo la certezza di sapere che il giorno dopo sarà una bella giornata. Amo poter cambiarmi in fretta, mettere lo smalto e vedere che si asciuga in metà tempo rispetto a come lo fa in inverno, amo il poter camminare scalza, sentendo con i piedi la diversa consistenza del terreno che calpesto, amo colorare il mio corpo con i raggi del sole, amo bagnarmi sentendo l’acqua fresca che porta via stanchezza e calura, amo mangiare meloni e gelati, amo leggere e scrivere in terrazza, sul mio amato tavolino verde, tra le mie petunie viola, amo sentire l’aria calda che mi coccola anche la sera, senza il timore di avere freddo per non essermi portata una giacca. Amo fare lunghe passeggiate e vedere le ombre delle foglie stagliarsi sul mio cammino, amo sentire l’allegro vociare dei bambini e il parlottare sommesso degli anziani.

Ricordi

Scrivo questo post da una panchina fuori dall’università. E non posso fare a meno di ricordare. Non tornavo alla sede distaccata di Giurisprudenza da circa un anno, da quando ho dato il mio ultimo esame qui. Avendo un po’ di tempo libero ho percorso i corridoi che mi hanno vista annoiata durante le lezioni, agitata prima degli esami, rilassata dopo aver verbalizzato. Ho preso un caffè alla macchinetta dove ne ho presi mille durante la pausa tra un’ora e l’altra di lezione, ho ascoltato gli esami che si stavano tenendo nelle aule, ho guardato la bacheca con gli appelli e i ricevimenti che per me non hanno più importanza. Ho ricordato di come fosse vedere arrivare l’autunno dalle finestre delle aule e di come l’inverno si sia trasformato in primavera attraverso quegli stessi vetri. Mi sembra ieri quando, timida e speranzosa, andai a chiedere in segreteria riguardo al trasferimento di sede ed ora guardo la stessa sede scocciata e malinconica, quasi laureata. Ricordo tutto questo e non posso fare a meno di chiedermi come vedrò …