Ricordi

Scrivo questo post da una panchina fuori dall’università. E non posso fare a meno di ricordare.

Non tornavo alla sede distaccata di Giurisprudenza da circa un anno, da quando ho dato il mio ultimo esame qui. Avendo un po’ di tempo libero ho percorso i corridoi che mi hanno vista annoiata durante le lezioni, agitata prima degli esami, rilassata dopo aver verbalizzato. Ho preso un caffè alla macchinetta dove ne ho presi mille durante la pausa tra un’ora e l’altra di lezione, ho ascoltato gli esami che si stavano tenendo nelle aule, ho guardato la bacheca con gli appelli e i ricevimenti che per me non hanno più importanza. Ho ricordato di come fosse vedere arrivare l’autunno dalle finestre delle aule e di come l’inverno si sia trasformato in primavera attraverso quegli stessi vetri.

Mi sembra ieri quando, timida e speranzosa, andai a chiedere in segreteria riguardo al trasferimento di sede ed ora guardo la stessa sede scocciata e malinconica, quasi laureata.

Ricordo tutto questo e non posso fare a meno di chiedermi come vedrò il mondo e questo edificio, come quello di Siena, “dopo”.

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10 thoughts on “Ricordi

  1. Mh! Penso che quando arriverà il momento inizierò a guardare il tutto anche io con la tua stessa malinconia … un po’ come quando ho lasciato le superiori 🙂

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    1. Io le superiori le ho lasciate con un gran sollievo ed anzi non ho più voluto tornarci; l’unica volta in cui l’ho fatto è stato forzatamente, perché costretta a recuperare un documento, ed è stata una tortura! Ho praticamente strisciato lungo i muri per non farmi vedere da nessuna professoressa…!

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      1. ahahahah condivido, nessuna nostalgia per il liceo. l’università è stata tutt’altra cosa, almeno per me… non che abbia fatto tutte ste straordinarie esperienze ma sono effettivamente gli anni migliori, in cui nonostante tutto si studia quasi soltanto quel che si vuole e ci se la spassa anche abbastanza

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  2. Tra un anno toccherà a me, la mia seconda pseudolaurea… Probabilmente sarò altrettanto malinconica, nonostante tutto 🙂
    Ma pensa che si apre un percorso nuovo e finalmente libero dalla burocrazia universitaria!:)

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  3. Che goduria quella sensazione del dopo-verbalizzazione! 🙂

    Io sono di quelle che guardano sempre avanti (forse troppo avanti), sempre impazienti del futuro. Così impazienti che quasi si dimenticano di guardare indietro, a vedere com’era il passato.
    O, forse, semplicemente, dato che ormai è già scritto, il passato non ha quell’attrattiva che ha il futuro.

    Magari però, in tutto questo, ogni tanto dovrei ricordarmi che, già che ci sono, potrei viverlo un po’, il presente! 😉

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    1. Io ho notato un cambiamento in me, col passare degli anni.

      Prima ero molto nostalgica e malinconica, guardavo più al passato che al futuro senza godermi il presente. Adesso invece guardo più al futuro che al passato, riponendo nel primo speranze e fiducia, convinta che sarà migliore di quanto affrontato finora e non mi godo altrettanto il presente. Insomma, sono la solita problematica.
      Però oggi, quando ho camminato per quei corridoi e ho letto gli appelli di tutti gli esami che io ho già dato depennandoli mentalmente e sentendo un gran sollievo dentro di me, non ho potuto fare a meno di guardare indietro.
      Immagino che la Valentina romantica non possa tacere sempre, e non sarebbe giusto zittirla del resto. 😀

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