Tazze

Strano come siano le piccole cose a farti capire quanto tu stia cambiando.
Solitamente, ci si aspetta che i messaggeri siano grandi ed imponenti; invece sono invisibili ai più e quasi nessuno li ascolta.

Prendiamo, ad esempio, la caparbia volontà con cui, dopo cena, ho reclamato la “mia” tazza. Ieri sera, infatti, sia io che mio fratello abbiamo avuto voglia di una camomilla calda, così due bevande fumanti sono state preparate e messe una accanto all’altra.

Una era nella “mia” tazza, l’altra in una anonima, che di solito sonnecchia insieme alle altre nella credenza. Quando ho visto mio fratello prendere quella a cui sono affezionata, ho chiesto, senza pensare, se potesse darla a me e prendere l’altra.

E qui, mi sono resa conto di quanto stia cambiando.

Sono sempre stata gelosa delle mie cose, è vero, ma sono sempre stata incline anche ai cambiamenti, perché intimamente – e forse ingenuamente – convinta che le cose nuove siano sempre migliori delle vecchie. Per me, il proverbio “chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa cosa lascia ma non quel che trova” ha sempre avuto poco significato.

Fino a ieri sera.

Potere delle tazze.

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