Sognare il capo

Digressione

Quante probabilità ci sono che uno sogni il proprio capo anche la notte, incazzandovisi pure nei sogni?

Sento una vocina dire: <<Molte più di quello che pensi>>.

Stanotte ho sognato di essere in una specie di studio/salotto, come quello dei Robinson, dove mi trovavo con lui. Io ero sul divano, lui in piedi alla mia sinistra, oltre il bracciolo. Doveva consegnarmi dei documenti per un lavoro da sbrigare, quando, all’improvviso, mancava la luce. O, almeno, credo, perché ricordo distintamente la luce andar via piano, quasi in dissolvenza. Ero rimasta col braccio teso, e aspettavo quelle benedette carte. Ma non arrivava niente, così ho cominciato a chiamarlo, ma non si scuoteva. Pronunciavo il suo nome sempre più forte, e, proprio mentre ero sul punto di dirgli: <<Oh, ma ti sei incantato?>> ho sentito una voce che chiamava me: il mio povero fratello, svegliato dai miei continui richiami, reclamava il suo sacrosanto diritto a dormire. La cosa bella è che, quando ho aperto gli occhi, non mi sono resa subito conto di non essere nello studio; forse perché anche la mia cameretta era immersa nel buio più totale. Poi, quando ho riconosciuto la tenda, la televisione e, girandomi, la sagoma di mio fratello, ho realizzato. E ho farfugliato un: <<Ah, ma allora non…>> rigirandomi d’altra parte.

Cos’altro aggiungere?

Al cinema

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Ci sono due categorie che considero altamente fastidiose: gli over 40 e i bimbiminkia. Entrambi, quando credono di essere nel salotto di casa propria, riescono davvero a farmi diventare una rompicoglioni.

Prendiamo il ragazzino che ieri sera, durante la proiezione, ha lasciato squillare il telefono per tre minuti buoni prima di rispondere. Mettiamo anche che poi abbia risposto, parlando forte ovviamente, perché, si sa, il sonoro del cinema è fastidioso quando si deve parlare al telefono. Mettiamo che la sottoscritta, in contemporanea con un signore over 40 che conferma l’eccezione degli over 40 al cinema di cui sopra, abbia sibilato un sonoro “SHHHHHHHHHHHHH!” al bimbominkia, il quale, dopo aver finito – tranquillamente – la conversazione, abbia ripreso a parlare con la sua fidanzatina. Mettiamo che il fidanzato della sottoscritta abbia intimato ai due di uscire, se proprio volevano parlare, e che il signorino abbia risposto con un:《No, sto bene qui guarda.》Ecco, arrivati a mettere tutto questo, la mia bocca ha cominciato a parlare senza che prima pensassi di farle articolare qualche suono. A volte gli estrogeni mi ricordano pericolosamente il testosterone.
《E invece voi uscite, se avete intenzione di chiacchierare.》
《E invece no. Io ho pagato il biglietto.》
《Beh, anche io ho pagato il biglietto. E non per sentir chiacchierare te.》
Momento di silenzio. Forse il bimbominkia credeva che fossi entrata in sala per i miei begli occhi…? Passato il primo momento di smarrimento riprende. Non puo certo fare una cosi misera figura di fronte alla sua bella.
《Sì certo, va bene.》
《Speriamo.》
《No.》
《E invece sì. 》
《E invece no.》
Mi rigiro. Sto diventando una disturbatrice. Oltre che una bambina di sette anni.
Ma la battaglia è vinta: tacciono. E il film finisce dopo cinque minuti. Quando si accendono le luci mi aspetto qualche battuta da ganzo, ma schizzano fuori dalla sala velocissimi.

A dire il vero speravo che volesse fare ancora un po’ il bulletto. Mi era rimasta una certa agitazione che in qualche modo dovevo sfogare da qualche parte, ovviamente a parole, non con le mani.

L’ho detto io che questa gente mi rende rompicoglioni. Rompicoglioni ed infantile. E anche un po’ maschiaccio.