Riflesso

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Mi siede davanti una signora sulla sessantina. Ha le labbra rosso carminio, con un leggero riflesso al centro, le palpebre inzaccherate di blu e le unghie, leggermente ricurve, laccate di fucsia. E’ bionda, ma di un biondo bugiardo che ha fatto dimenticare ai suoi capelli il loro vero colore molti, molti anni fa.

E’ stanca.

Della vita, della società, di tutto il suo mondo. Lo leggo nelle rughe che le solcano il viso, dalle pieghe della bocca, dallo sguardo smorto nonostante l’elettrico dell’ombretto. Chissà quante lacrime si sono divise tra quelle rughe, percorrendo strade già tracciate. Chiede i capelli vaporosi, forse perché gonfino anche la sua esistenza, ormai per lei troppo piatta.

Adesso c’è una ragazzina di fronte a me. E’ timida, spaurita, non sa cosa chiedere né come comportarsi. Quando parla gesticola, segno evidente che è imbarazzatissima. Ha i capelli a caschetto, che le incorniciano il visetto da bambina. Qualche efelide è evidente, la maggior parte è timida come lei, e si nasconde tra la pelle chiara. Chiede che le venga fatta una permanente, per arricciare quella chioma castana che si ritrova e darle un po’ di brio: lo fa perché, intimamente, spera che l’acconciatura faccia superare anche a lei la timidezza cronica che le è propria.

Ora è la volta di una ragazza più grande. Avrà 16, 17 anni. Lei ha i capelli lunghi, castano scuro, molto belli. Le sopracciglia folte denotano intelligenza, e si armonizzano bene con il resto del viso. Non potrei vederla con quelle orrende linee sottili, così innaturali, che vanno tanto di moda adesso. Starebbe malissimo. E’ una ragazza timida, che vuole sembrare sicura di sé. Lo fa per darsi un tono: ha paura che, mostrando il suo lato introverso, possa venire presa in giro dagli altri. Così assume un atteggiamento da saputella, ma, a ben guardare, anche per lei il gesticolare delle mani è rivelatore. Chiede che le vengano piastrati i capelli, e la parrucchiera storce il naso. Forse per lei è un lavoro troppo banale, o forse si è lasciata ingannare dall’atteggiamento della ragazza. Ad ogni modo, la accontenta.

L’ultimo della giornata è un ragazzo di trent’anni. Non vuole perdere molto tempo dal parrucchiere: a lui basta che gli vengano accorciati i capelli, così, quando gli viene chiesto cosa desidera accompagnando la domanda con mille particolari, lui risponde sorridendo che è sufficiente un taglio di capelli, semplice, non troppo corto. Niente sfumature, niente rasoio, niente disegno tribale sul cranio: un semplice taglio di capelli. Nient’altro. Ha la faccia simpatica e intelligente, i suoi capelli sono nerissimi, le labbra morbide, e gli occhi dolci e malinconici. E’ un tipo affidabile, dall’aria allegra. Gli piace stare in compagnia, ma anche da solo: ci sono luoghi, nella sua anima, che lascia raggiungere a nessuno.

Scrivere creativo

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