Il sedile di mezzo.

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Middle Seat
It turns out that your neighbor on the plane/bus/train (or the person sitting at the next table at the coffee shop) is a very, very chatty tourist. Do you try to switch seats, go for a non-committal brief small talk, or make this person your new best friend?

The Daily Post, Jul 22 2014

Sono una persona solitaria, che ama il suo mondo ed i suoi spazi. Amo starmene per conto mio, con i miei pensieri e la mia unica persona a farmi compagnia. Amo ascoltare il mio corpo, la mia mente, e spesso mi perdo nel percepirmi, dimenticando che sono parte di un Mondo Esterno nel quale sono immersa.

Per questo non cambierei sedile, non siederei accanto all’altra persona, non comincerei a chiacchierare con lei – figuriamoci farla diventare il mio nuovo migliore amico! -. Specialmente sui pullman o sui treni, preferisco che non mi si dia confidenza, a meno che non mi si conosca, chiaro. In viaggio sono sempre persa nelle cuffiette o sul telefono, a leggere i tweet del giorno o il libro del mese. Preferisco essere circondata da oggetti – cari, vecchi, rassicuranti oggetti – che conosco bene, che so cosa possono darmi e cosa possono offrirmi.

E che, sopratutto, quando si accorgono che suono il campanello per prenotare la fermata, non pronunciano frasi del tipo: <<Allora scambiamoci il numero di telefono, così restiamo in contatto!>>

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4 pensieri su “Il sedile di mezzo.

  1. Amo l’anonimato. Mi piace passare del tutto inosservata e starmene per conto mio. La cosa non nasce da una misantropia gratuita, ma da una misantropia coltivata in anni di incontri ravvicinati con le persone. Se avessi la certezza di passare un lungo viaggio piacevole con il mio vicino, correrei a sedermici accanto; ma siccome le persone non capiscono che scambiare due parole sul treno non vuol dire nient’altro che scambiare due parole sul treno (e non “voglio venire a letto con te”, tanto per fare un esempio…), desisto immediatamente.
    Ricordo però un bel viaggio verso il mare con una vecchia prof. trasandatissima ed un musicista brasiliano un po’ matto. Ma purtroppo le vecchie prof. sgangherate e i musicisti fuori di testa non capitano tutti i giorni…

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    • Esatto, è proprio lo stesso motivo per cui sul pullman sprofondo nella solitudine. Se avessi la certezza di incontrare un buon vicino di viaggio, quattro chiacchiere le scambierei volentieri. Ma dato che non ce l’ho, e che le poche volte in cui ho pensato: <> mi sono ritrovata persone che chiamarli francobollo è un eufemismo, preferisco di gran lunga starmene per i fatti miei…

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