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To-Do? Done!

Il Daily Post di oggi mi propone To-Do? Done!. Si tratta di elencare rapidamente cinque cose che vorrei cambiare nella mia vita, e raccontare di un giorno in cui tutte e cinque siano state depennate dalla mia lista di cose da fare.

Dunque, le cinque cose che vorrei cambiare nella mia vita sono:

  1. Avere un lavoro a tempo INDETERMINATO;
  2. Sposare il mio ragazzo (sì, lo so, sono una di quelle ragazze sdolcinate rimaste a vent’anni fa, ma – who cares? – questo è quello che voglio);
  3. Avere una casa tutta mia;
  4. Vivere in una città;
  5. Avere la collezione completa di Minnie & Company.

Poiché sono tutte cose un tantinello impegnative, che necessitano un ingente esborso monetario – il punto cinque, ad esempio, l’avrei già risolto in parte: la collezione completa l’ho trovata su internet, ma costa un occhio – direi che sarà arduo che il giorno che sto per descrivere si avveri nella realtà, ma ci proverò ugualmente.

Era un luminoso mattino di giugno. Nonostante l’estate non fosse ancora arrivata ufficialmente – s’era prima del 21, difatti – il tempo prometteva bene, e quando mi guardai allo specchio, vestita da sposa, mi dissi che no, non stavo sognando, e che, finalmente, una volta che quella stressantissima giornata fosse finita, avrei realizzato in un sol colpo tre miei grandi progetti: io e il mio quasi consorte, infatti, avevamo deciso di trasferirci nella città dove lui lavorava; e dove avevamo già provveduto, nei mesi precedenti, a trovare una casetta tutta nostra, a poca distanza dai nostri rispettivi lavori. Quella mattina, infatti, mi era stato fatto il regalo di nozze più bello che avessi mai potuto immaginare: era arrivata una mail che mi annunciava la mia definitiva assunzione, dopo anni di precariato, nell’amministrazione presso la quale avevo sempre prestato servizio “a progetto”. Non solo: avevano accettato anche la mia domanda di trasferimento, così che potessi lavorare nella sede della città ove lavorava anche il mio quasi consorte, pertanto non potevo davvero chiedere di più dalla vita.

La giornata proseguì come doveva, e, a sera, mi ritrovai, ormai con un cerchio d’oro all’anulare, ad accettare dalle mani del mio ormai consorte un voluminoso pacco incartato. <<Cos’è?>> gli chiesi, stupita. <<Scarta e lo vedrai>> mi rispose lui sorridendo. Quando aprii la scatola riconobbi immediatamente il logo che avevo tanto amato da bambina: quel corsivo grassottello color rosa che avevo ricalcato tante volte sui miei bloc – notes delle elementari, in attesa del fumetto tanto sospirato. M’illuminai: la bambina che era in me saltellava di gioia, non solo c’erano tutti i numeri, ma anche l’introvabile numero uno, dalla me ottenne tanto ambito, al pari del Sacro Graal. <<Anche questo è un regalo di nozze>> mi disse mio marito strizzandomi l’occhio. <<E’ da parte mia. Li ho trovati spulciando siti di fumetti, così li ho presi. Volevo che fosse un regalo solo nostro; d’altronde, solo io conoscevo questo tuo desiderio segreto… no?>>

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