Scritti, Stati
Comments 6

L’amico immaginario

Imaginary Friend. Quando ero piccola avevo anch’io un amico immaginario. Si chiamava Pic, era un folletto, e lo avevo inventato dopo aver visto la prima puntata di Memole. Quando vidi il cartone, infatti, pensai che sarebbe stato bello avere un amico speciale, tutto mio, che potevo vedere solo io e con cui potevo parlare solo io, così lo inventai lì per lì. Scelsi il folletto perché era più pratico e semplice: piccolo com’era, poteva seguirmi dappertutto, nascondendosi nelle tasche o nello zaino. Non so perché lo feci maschio; forse perché da piccola ho sempre giocato solo con i bambini, essendo l’unica femmina sia nel quartiere dove abitavo sia tra i cugini. Mi sono sempre trovata meglio con i maschi, in effetti, che con le femmine, e forse questo dipende proprio dal mio interagire, da piccola, quasi sempre con l’altra metà della mela. Ad ogni modo, Pic era con me in ogni momento della giornata: quando andavo a letto, quando mi svegliavo, quando mi lavavo i denti, quando andavo a scuola, quando facevo i compiti. Sempre lì, vigile e presente, e mi abituai talmente ad averlo sempre accanto che, quando provai a farlo scomparire, verso gli 11 anni, non ci riuscii: era sempre lì al mio fianco, e, dopo poco, mi arresi alla sua insistente e fedele compagnia.

Non so quando sia andato via, Pic. Un giorno non c’era più. Credo abbia capito da solo il momento in cui sono cresciuta tanto da non avere più bisogno di lui. E’ per  questo che, se cerco di inventargli una vita adesso, non ci riesco: per me è rimasto congelato nel tempo, bambino – folletto che giocava con me e mi aiutava quando avevo qualcosa che non andava. A ben pensare, era l’unico, ancora più del mio diario segreto, che riuscisse a capirmi.

Chissà perché. 😉

Annunci

6 Comments

  1. Bello, l’hai scritto e descritto proprio bene.
    Io per un pomeriggio ho avuto un sei o sette amici immaginari. Li avevo visti disegnati su un libro di scuola e, dovendo andare con la mamma a vedere una mostra di presepi, pensai di portarli con me. Ricordo che ci seguivano attaccati alla macchina. Poverini, potevo anche farli salire… ma erano in sette!

    Mi piace

    • Ah ah, come i sette nani! Ora che mi ci fai pensare, anch’io a volte mi ritrovavo il salotto pieno di amici immaginari, ma erano per lo più personaggi di cartoni animati di cui avevo appena finito di vedere la puntata. Per dire: Holly, Benji, Mark Lenders, i Biker Mice from Mars… però svanivano quasi subito, il tempo che cominciasse un altro cartone. Pic era sempre con me invece. Grazie per i complimenti. 🙂

      Mi piace

  2. Io sono sempre stata estremamente classy, quindi avevo i cavalli immaginari. Ogni volta che ero in macchina, i cavalli erano legati davanti all’auto e la trascinavano – io li guidavo dal sedile posteriore.
    Poi me li portavo dietro anche quando andavo a piedi, ecco, tipo quando andavo a scuola prima di entrare li legavo in cortile xD

    Mi piace

Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...