Pour parler, Stati
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Follow the white rabbit

Follow the white rabbitStanotte ho fatto uno strano sogno.

E’ uno di quei sogni che anni fa facevo praticamente ogni notte: io, con le gambe molli, cercavo di raggiungere un punto B partendo da un punto A ma, nel tragitto, incontravo difficoltà di ogni genere; dalle stradine tortuose che si aggiungevano a mano a mano che camminavo, stile Inception, al punto B che si spostava. In pratica, quando mi svegliavo, stavo ancora cercando di arrivare alla meta. Spesso dovevo gridare qualcosa ma, come nelle migliori tradizioni, non avevo la voce. La cosa ancora più strana (lo so, sembra incredibile) è che io non avevo paura, ero anzi piuttosto scocciata di dover fare tutta quella inutile fatica e, quando i sogni divennero ricorrenti, pensavo addirittura, un secondo prima di svegliarmi: <<Ecco, di nuovo il mio solito sogno, che noia!>>

Stanotte la storia si è più o meno ripetuta secondo il copione: questa volta, il punto B era la casa del mio ragazzo, dove c’era la festa di Capodanno. Andavo dunque alla stazione, che si trovava sotto la mia ex università, ma vi arrivavo con le gambe incredibilmente molli, facendo una fatica enorme lungo la strada. Quando finalmente entravo in stazione, scoprivo che i treni quel giorno non partivano per via di uno sciopero, e quindi ritornavo per strada, sempre con le mie gambe molli, per cercare qualche altro mezzo di trasporto, che, ovviamente, non c’era. Alla fine – e qui è la differenza sostanziale – raggiungevo la casa del mio ragazzo, ma tardi, quando la festa era già finita. Eravamo rimasti soli, le mie gambe erano tornate normali e gli dicevo: <<Guarda, mi hanno rimborsato il biglietto del treno! Visto che non ti dicevo bugie, non erano scuse per giustificare il mio ritardo, lo dimostra il fatto che mi hanno rimborsato il biglietto!>>

Non so perché abbia fatto questo tipo di sogno dopo tutto questo tempo, ma sono contenta del fatto che stavolta sia riuscita a raggiungere il punto B – seppur in ritardo e con mille difficoltà – e “a finire la storia”.

Qualcosa vorrà pur dire.

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