Liebster Award TAG

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neimenovanoHo ricevuto da Neogrigio la nomination a questo tag, e, con molto piacere, rispondo alle sue domande.

Le regole sono:

  • Lasciare un commento a questo post;
  • Seguire il blog di Bamboo Road e quello di Neogrigio;
  • Rispondete alle 11 domande da me formulate per voi e taggatemi in modo da leggere le vostre risposte;
  • Formulate 11 ulteriori domande a vostra scelta a cui dovranno rispondere i vostri nominati;
  • Nominate 11 blog e avvisateli;
  • Inserire nel post il distintivo del Liebster Award.

Sinceramente non mi piace molto la seconda regola; insomma uno deve seguire un blog perché lo giudica interessante, non perché “costretto” da un tag; senza contare che in questo modo sembra che il premio venga assegnato soltanto per guadagnare nuovi followers e non per segnalare blog meritevoli e leggere le risposte alle stesse domande inventate da chi nomina i vincitori… d’altra parte seguivo già Neogrigio prima del tag, mentre non conosco il blog di Bamboo Road né ho intenzione di iscrivermi al suo blog senza farlo, quindi abbiamo tagliato la testa al toro. I nominati da me, ovviamente, scelgano liberamente cosa fare. 😀

  • La vostra più grande paura?
  • Il vostro più grande desiderio?
  • Il posto in cui più vi piacerebbe vivere?
  • Il lavoro dei vostri sogni?
  • Siete felici?
  • Che ne pensate di questa nostra società?
  • Cosa cambiereste subito in Italia?
  • Per cosa pensate l’Italia possa essere da esempio alle altre nazioni?
  • Cosa comprereste domani mattina con un bonus di 1000 euro?
  • Quante volte al mese vi concedete una cena fuori in un locale?
  • Preferite una serata in discoteca o un concerto dal vivo?

Le mie risposte:

  • Quella di deludere le persone che amo. E di essere sepolta viva, se parliamo da un punto di vista fisico. 😀
  • Quello di diventare straricca per porre rimedio a tutto quello che vedo e non mi piace.
  • Accanto al mio ragazzo.
  • Scrittrice. E, se si può considerare un lavoro, ereditiera.
  • Diciamo contenta.
  • Molte cose andrebbero cambiate, altre conservate.
  • Il modo di impiegare le risorse pubbliche.
  • La bellezza e la fantasia. In tutto, anche nel cibo.
  • Li metterei da parte per comprarmi casa.
  • Una, due volte al massimo se c’è qualche vecchia rimpatriata a sorpresa.
  • Concerto dal vivo tutta la vita.

Le mie domande:

  1. Quale libro state leggendo in questo momento?
  2. Quale serie tv state seguendo?
  3. Netflix, Sky o Tv?
  4. Qual’è l’ultimo viaggio che avete fatto?
  5. Se foste un colore, quale sareste?
  6. Da quanto tempo bloggate?
  7. Siete ottimisti o pessimisti?
  8. Come vi immaginate tra dieci anni?
  9. Quale posto (reale o immaginario) vi piacerebbe visitare?
  10. Pasta o pizza?
  11. Siete soddisfatti di voi stessi?

Non mi resta che nominare i vincitori:

  1. Orso chiacchierone (anche se immagino che ne avrà già ricevuti tanti, di Liebster Award! :P);
  2. Tiptoetoyourroom;
  3. La ragazza coi capelli verdi;
  4. Shock Anafilattico;
  5. Cara Malù;
  6. Diario di una trentenne in pigiama;
  7. Lacrima nera;
  8. Il Potere delle Pillole;
  9. Nascosta tra le righe;
  10. La pallina rossa;
  11. ☆ Pensieri Sparsi di una Psicopatica ☆

Grazie ancora a Neogrigio per aver pensato a me!

Aggiornamenti

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  • Sono tornata al paesello per una settimana circa, per passare quelle che in molti hanno definito “le vacanze di Pasqua”. Avendo un po’ di tempo libero a disposizione, ho rifatto l’header e l’avatar al blog, nei toni del blu. Non so se l’ho mai scritto qui, ma sopporto a malapena il rosa, dunque la precedente grafica era tollerata con fatica: solo la mancanza di una valida alternativa mi ha convinto a mantenerla per tutto questo tempo.

Altri appunti degni di nota:

  • Ho comprato “Un amore” di Dino Buzzati e lo sto praticamente divorando. In realtà cercavo un altro dei suoi libri – una raccolta di racconti – ma nessuna delle librerie che ho visitato lo aveva, pertanto, pur di comprare qualcosa di suo, ho ripiegato su questo. Ripiegato per modo di dire, dato che io leggo sempre con piacere tutto ciò che Buzzati abbia mai scritto. Sono arrivata a pagina 38 e già adesso posso affermare, come ho sempre fatto, che 50 sfumature di grigio è una cazzata spaventosa. Il solo paragonarli è un abominio.
  • Ho finito di guardare, dopo circa dieci anni, Cowboy Bebop. E’ il capolavoro che sapevo fosse.
  • Ieri, Pasquetta, sono andata a girello, come tradizione vuole, con i miei amici. La new entry del gruppo era costituita dalla nuova fidanzatina di uno di loro, di ben 12 anni più giovane (di lui e, ovviamente, di me.) La sensazione che mi assale ogni volta che mi trovo insieme ad una di queste creature è quella di disagio, misto, forse, a fastidio. Non perché sia snob o invidiosa, ma perché la sento lontana da me, dal mio mondo, dalle mie esperienze. Appartiene ad un altro tempo, e, per quanto si sforzasse di apparire matura, dimostrava tutta l’ingenua tenerezza dei 18 anni. Persino le malattie di cui parlava sono lontanissime da me, per nome e sostanza. Di cosa posso parlare, eccetto il tempo, con una ragazzina? Non sento alcun legame, alcuna connessione, alcun feeling. E, come me, anche lei avrà provato certo le stesse sensazioni. Non me ne vogliano le 18enni all’ascolto, ma, seriamente, questa è la verità. Dodici anni di vita e di esperienza sono davvero troppi per i miei gusti, e, sicuramente, anche per i suoi.
  • Ho scoperto – per caso – su Radio1 un programma radiofonico che si chiama “Latitudine Soul”. Mi piace un sacco, ed ogni giorno cerco di ascoltarlo. Peccato che non l’abbia più trovato. Benedetto sia il Podcast.

 

 

Normalità

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Dopo l’attentato di Parigi, ogni volta che salgo sul bus che prendo per andare a lavoro mi guardo intorno e penso che sarebbe così incredibilmente semplice
se, da un secondo all’altro, qualcuno si piantasse a gambe larghe al centro del mezzo e gridasse un’invocazione straniera lasciandosi esplodere. Ogni volta immagino la sorpresa che pietrifica, il terrore di chi ha capito, e immagino di fare un gesto alla Bruce Willis gettando a terra il folle individuo, per impedirgli di commettere la strage. Poi mi dico che probabilmente non ne avrei il tempo, la forza fisica, e che, se anche lo facessi, rimarrei comunque fregata dal bruto che ho spinto per terra.

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Di solito la mia immaginazione si ferma qui, a questa scena, e mi riscuoto dal torpore che mi provoca. Penso che è proprio questo quello che vogliono questi individui; lasciare che queste lugubri immagini ci affollino la mente per tutto il tempo, tanto da entrarci dentro, inzupparci, e lasciarci così pervasi dal terrore da rinunciare a prendere il bus, ad andare a lavoro, divertirci, goderci il sole primaverile che, il 20 marzo (quest’anno l’equinozio è arrivato un giorno prima) ha cominciato a scaldarci. E mi dico che non è possibile, che non è giusto. E scorro il mio smartphone, leggo gli articoli su Medium, studio le persone intorno a me, come sono solita fare quando sono circondata da altri Esseri Umani, sostituendo, ai lugubri pensieri di cui sopra, le loro vite ipotizzate.