Mese: gennaio 2017

Buoni propositi tag

Oggi niente Writing Challenge: devo tenere fede ad una promessa fatta a Contraddizione Ambulante, che ringrazio. E’ già qualche tempo, infatti, che mi ha invitato a partecipare al suo “Buoni propositi tag” ma io ho visto la nomination solo pochi giorni fa quindi non ho potuto prendere parte al gioco prima di oggi… Ma ora non ho più scuse, dunque bando alle ciance e via! Le regole sono: Citare il creatore del tag unacontraddizioneambulante; Scrivere almeno tre buoni propositi; Taggare cinque blogger. I miei buoni propositi per il 2017 sono pochi ma ottimi. Il primo è quello di parlare di più. Di non aver paura di far sentire gli altri sciocchi se parlo più chiaramente e di dire in maniera più diretta ciò che penso. Di lasciare da parte, insomma, la mia naturale diplomazia per dare spazio alla mia spontaneità. E’ stata la prima cosa a cui ho pensato quando mi sono ritrovata a festeggiare Capodanno in piazza la sera del 31 dicembre, e voglio portare avanti questo proposito. Il secondo è quello di leggere di …

Mad Season – Long Gone Day

Finalmente una canzone che riesco ad ascoltare bene. Non conosco nemmeno questo pezzo, dunque non posso descrivere i ricordi che mi riporta alla memoria. Tuttavia posso descrivere quello che mi fa venire in mente. Mi sembra un pezzo da locali fumosi, nascosti, di quelli che si conoscono soltanto per passaparola. Sapete, come il club “Inchiostro e tempera” di Roger Rabbit. Mi vengono in mente, però, anche i Nirvana, sia nel modo di cantare che nel ritmo… Il testo, come vuole questa Writing Challenge, è un concentrato di gioia di vivere. Lame, vene, lacrime, paura e sangue. Olè. So much blood I’m starting to drown It runs from cold to colder Time to time the skies come down And help me lose my way Tears and lies for answers You and open veins God knows I’m gone Girl I just want you to Come on down Lord there’s a storm in my head and if all these Sins are mine and I’ve done wrong Though they come on down Long gone day Oh whoever said we’d …

La Dispute – A Broken Jar

Anche questa canzone è decisamente allegra e spensierata, ça va sans dire che è stata scritta a cavallo di un unicorno bianco dal corno dorato. Ad ogni modo sono riuscita ad ascoltarla tutta, e ho letto il testo. Più che cantata, la canzone è recitata. La voce del cantante è disperata per rendere al massimo i concetti espressi nel brano; è un uomo in balia delle sue ossessioni ed illusioni, che, confusamente, cerca di capire quale sia la realtà e quale l’immaginazione. E’ una canzone forte, che mi ha stretto il cuore. Mi è venuta voglia di abbracciare forte questo tizio e dirgli che andrà tutto bene. Credo che se si ascolti questo genere musicale tutto il giorno per tutti i giorni, possano sorgere istinti suicidi. Don’t try this at home.