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Organizzare un matrimonio

Ebbene sì: sono mancata per un mese intero a causa del mio… matrimonio. La vostra diario di carta si è sposata! Organizzare un matrimonio è qualcosa di incredibilmente divertente ed istruttivo, da un certo qual punto di vista. So bene che è un’esperienza stressante, faticosa e a tratti allucinante; tuttavia permette di venire a contatto con diverse persone e di conoscere davvero quelle che credevate di conoscere. In questi lunghi mesi di preparazione, infatti, sono venuta a contatto con svariate tipologie di personaggi, che mi divertirò ad elencare qui sotto. La tizia dell’agenzia di viaggi Efficientissima, velocissima, iperconnessa. In cinque minuti ha organizzato il nostro viaggio di nozze chiamando da Roma a Bangok passando per Dubai (era così, no?) Unica pecca: o si fa così o si fa pomì. Alle nostre richieste (legittime) di trovare un modo alternativo per permettere agli invitati di farci il regalo che non fosse il suo sito online (per di più poco curato nei dettagli), si è chiusa a riccio in un modo impressionante, e, ultimamente, non ha neanche più risposto …

Le mie compagne di università

Non so perché ma ogni tanto mi ritrovo a pensare alle mie compagne di università, a quanto non abbia veramente legato con loro. Nonostante cercassi un legame, cercassi di capire quali fossero i loro interessi e stabilire, quindi, un contatto, non ci riuscivo: erano reticenti, mi rispondevano a pizzichi e bocconi e passavano subito a parlare degli esami che dovevamo fare. All’inizio credevo che fossero timide, che non volessero dirmi cosa realmente gli piacesse. Poi ho pensato che fosse colpa mia, ma notavo che facevano così con tutti. Così ho lasciato perdere. Oggi, quando mi ritornano in mente, mi ritrovo a pensare che forse non avevano realmente degli interessi, e che la loro vita era occupata solamente dallo studio. Io, appena mi è possibile, mi rifugio nel mio blog, tra i miei libri, tra gli anime e i film. Ma loro? Se anche mi confessavano di essere andate al cinema, non erano in grado di dirmi cosa gli fosse piaciuto e cosa no, di fare un’analisi, di confrontare quella pellicola con un’altra. Si limitavano a scrollare le spalle e dire: …