Breviter

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In questi giorni ho guardato due storie che mi hanno fatto commuovere.

Il primo è AIR, ed è un anime del 2010.

Il secondo è LEI, ed è un film del 2013.

Due storie d’amore, due storie di persone lontane eppure vicine.

Ed io guardo, e mi commuovo, e odio quando mi commuovo.

Sono febbricitante in questi giorni, i miei nervi sono ipersensibili e ho la costante sensazione di vivere in un sogno.

-Ti sei mai chiesto cosa potresti fare se potessi usare la magia?

Me and Mrs Jones.

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Bridget Jones è sempre stata il mio idolo personale.

E’ sempre stata quello che in parte ero io, se lasciamo perdere il biondo dei capelli, la nazionalità, il vivere da sola, l’avere un lavoro fisso e una vita sessuale attiva e promiscua. Gran parte delle differenze fra me e Mrs Jones derivavano dal fatto che, quando uscì il suo primo libro, io avevo circa 16 anni. Caratteristiche identiche a lei le avevo e le ho tutt’ora – temo sia colpa del cromosoma doppio – ma non comprendevo del tutto certi particolari, non li sentivo miei: colpa della metà degli anni che mi separavano da lei.

Casualmente, ieri pomeriggio mi è capitato di riprendere in mano quel libro che ho letto talmente tanto da conoscere quasi a memoria, ma che non mi stanco mai di sfogliare da capo leggendo qua e là le giornate, gli umori e le sensazioni della mia eroina.

diariobridgetjones

Ed ora che ho raggiunto l’età di cui parla Bridget, la fase della sua vita congelata nelle pagine del suo diario, ho realizzato meglio di cosa sta parlando. Un esempio? Se prima, da sedicenne, non capivo bene la differenza tra avere 56 e 58 chili, ora lo so. Se prima non realizzavo a pieno la frase sui sali anti cellulite, sul mascara che cola giù, sulle donne che si svegliano alle cinque la mattina, fanno ginnastica e poi vanno a lavoro come niente fosse, ora sì. E così via gli smoothies, Marco Pierre White, la Guida Michelin e Cosmopolitan, di cui all’epoca ignoravo l’esistenza e che per me erano solo nomi da leggere, nomi che lasciavano intendere il loro significato ma che correvano via tra le righe, non rimanevano negli occhi, non mi strappavano un sorriso.

Sono sicura che, rileggendolo tra altri quindici anni, troverò nuove cose su cui sorprendermi e sorridere.