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Mercoledì

Amo far asciugare i miei capelli al sole, intrecciandoli al vento caldo che soffia e non fa rabbrividire la mia pelle. Amo la certezza di sapere che il giorno dopo sarà una bella giornata. Amo poter cambiarmi in fretta, mettere lo smalto e vedere che si asciuga in metà tempo rispetto a come lo fa in inverno, amo il poter camminare scalza, sentendo con i piedi la diversa consistenza del terreno che calpesto, amo colorare il mio corpo con i raggi del sole, amo bagnarmi sentendo l’acqua fresca che porta via stanchezza e calura, amo mangiare meloni e gelati, amo leggere e scrivere in terrazza, sul mio amato tavolino verde, tra le mie petunie viola, amo sentire l’aria calda che mi coccola anche la sera, senza il timore di avere freddo per non essermi portata una giacca. Amo fare lunghe passeggiate e vedere le ombre delle foglie stagliarsi sul mio cammino, amo sentire l’allegro vociare dei bambini e il parlottare sommesso degli anziani. Annunci

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In questi giorni mi sento in vena, così ho scritto alcuni post che io definisco poetici ma che magari agli occhi di molti (anzi di tutti) possono risultare presuntuosi con questo nome. Ad ogni modo alcuni li pubblico qui, fedele alla mia decisione di non preoccuparmi troppo di quello che scrivo perché in fondo il mio è solo un blog e non devo certo partecipare ad un concorso letterario. 🙂 E’ uno strano inizio d’estate questo. Mi verrebbe da dire che è una strana estate ma questo non equivarrebbe al vero, dato che è appena cominciata. Non ci sono più note ripetitive nell’aria, tutto è sempre ammantato da uno strano silenzio, rotto solo dai rumori del mondo esterno. Persino la mia voce mi sembra poco familiare e passo gran parte del tempo muta, a studiare e a leggere. Ho poca concentrazione e forse troppa: i fili dei miei pensieri si annodano insieme al mio mal di testa portandomi lontano. Un profumo conosciuto entra dalla mia finestra, il sugo di nonna, nel quale intingevo sempre il …

Strange days

E’ uno strano inizio d’estate questo. Mi verrebbe da dire che è una strana estate ma questo non equivarrebbe al vero, dato che è appena cominciata. Non ci sono più note ripetitive nell’aria, tutto è sempre ammantato da uno strano silenzio, rotto solo dai rumori del mondo esterno. Persino la mia voce mi sembra poco familiare e passo gran parte del tempo muta, a studiare e a leggere. Ho poca concentrazione e forse troppa: i fili dei miei pensieri si annodano insieme al mio mal di testa portandomi lontano. Un profumo conosciuto entra dalla mia finestra, il sugo di nonna, nel quale intingevo sempre il pane soffiandoci prima di morderlo, per farlo raffreddare un poco. Ricordo come goloso si tuffava nella pentola ricolma del saporito bottino, di come ci affondava e, inzuppato, saliva alle mie labbra impazienti. Chissà chi lo sta preparando. Mi manca quel sugo, non ne ho mai mangiato altro di simile da quando è andata via. Aveva un colore che non ho mai visto in nessun altro, era rosso intenso, con dei …