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Studio studio studio.

Sono in preda allo studio, tanto da aver quasi perso la voce a forza di ripetere. Per questo non aggiorno da tanto, punto primo perché non ho niente di nuovo o interessante da dire (non faccio altro che studiare) e punto secondo perché anche se mi farebbe piacere condividere qualcosa con il web arrivo alla sera così stanca e svogliata che manco d’ispirazione e di concentrazione, necessarie per poter scrivere un post in un italiano decente o quasi. Per esempio, ieri sono andata ad un convegno organizzato dal mio comune in occasione della ricorrenza della strage di Capaci (unica distrazione concessami dalla mia clausura intellettuale). E’ stato interessante e commovente (sulle note del sax, che ve lo dico a fare, ho sentito gli occhi inumidirsi) ed è stato piacevole reincontrare Luciana, la scrittrice del libro di cui ho letto qualche stralcio in biblioteca), che oltre a tre ore di qualità mi ha regalato anche le sue Galatine (galeotta è stata la mia esclamazione di goduria quando le ha tirate fuori dalla sua borsa: “Uuuuuuuh le …

Pregiudizi?

E’ da tanto che voglio scrivere di questa cosa ma me n’è sempre mancata l’occasione, il tempo o più semplicemente, il ricordarmene. Probabilmente questo post sarà impopolare per alcuni, ma sinceramente leggo spesso questa affermazione ed ogni volta mi viene da dire la mia, pertanto lo farò qui adesso. Il casus belli in questione viene suggerito da Mariastella Gelmini. La Gelmini si è laureata fuori corso (e se non mi sbaglio, con 99/110) e  viene spesso additata per questa sua “colpa” come se una cosa del genere escludesse automaticamente il fatto di essere un buon ministro. Ora, sinceramente, io non sono d’accordo. Il fatto che lei si sia laureata fuori corso e con un punteggio non altissimo non le precludeva di essere una buona ministra (cosa che invece non lo è stata) e non pregiudica quindi in generale la bontà o meno dello svolgimento di un lavoro affidato. Certo, uno laureato in corso e con 110 e lode sicuramente sarebbe stato più meritevole (in teoria) ma chi ci dice che anche lui non avrebbe fatto …

Ciao.

E così il Silvione nazionale si dimise sul serio. Ah… che sollievo, che leggerezza, che meraviglia. Ieri sera sono andata al cinema con S. e, appena alla radio hanno dato la fatidica notizia, ho abbassato il finestrino della macchina e mi sono messa ad urlarlo al mondo intero mentre lui clacsonava. Mi è dispiaciuto solo che eravamo in una stradina di campagna e mi abbiano sentito solo i fili d'erba ma poco importa: quello che interessa è che B. si sia dimesso. Voglio ripeterlo: B si è dimesso. L'Europa è riuscita dove la sinistra ha fallito in questi lunghi anni e voci di corridoio sussurrano che non sia nemmeno tutto merito dell'UE quanto di Ennio Doris. Pare che il simpatico guascone del cerchio nella sabbia infatti abbia telefonato al cognato chiedendogli a chiare lettere cosa avesse intenzione di fare, dato che se continuava di questo passo "non lascerai niente ai tuoi figli" versando così la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ieri sera al cinema l'atmosfera era diversa. Non so se siano state …