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Come cambiare la tua vita con un reggiseno.

Dopo la quattordicesima volta in una mattina che vedo sempre la solita pubblicità, questo post è partito da solo. Avete presente quei messaggi che nei film di 007 dicono “Questo messaggio si autodistruggerà in 10 secondi?” Ecco, si vede che anche io avevo un tempo massimo che non conoscevo scaduto il quale partono automaticamente i post. La pubblicità in questione è quella del reggiseno miracoloso che sostiene, modella, divide la destra dalla sinistra, attira le masse etc etc e che, attenzione attenzione, è un accessorio alla moda con cui far impazzire il tuo uomo (parole loro). Ora, pare sia vero che più uno si veste male e più è considerato un fashion guru ma sinceramente vedere quel coso nero che esce dalla scollatura del vestito non mi sembra proprio di gran moda. E’ di un brutto mai visto. Che poi, i maramaldi, per confermare il fatto che ingrifi il maschio alfa di turno, lo sminestrano anche in camera da letto. Con una vestaglietta viola glicine che scivola maliziosamente lungo le braccia della tipa sorridente, bionda e che …

Mi sono stancata

Sì, mi sono stancata. Così ho eliminato tutti quei blog e quegli utenti di Instagram che seguivo per inerzia, non perché mi piacessero sul serio o mi comunicassero qualcosa ma solo perché mi riempivano la timeline (se si può chiamare così) dati i loro millemila post/foto al secondo. Insomma, basta. Più qualità e meno quantità, please. Così, per prima cosa, ho fatto fuori tutte le fashion blogger che seguivo eccetto Laura di Purses and I e Kristina Bazan di Kayture, e con stupore mi sono accorta che la mia home di Instagram non è affatto vuota come immaginavo ma mi piace di più, senza i commenti tutti uguali dei fan e gli strafalcioni arti-linguistici. Insomma, sono contenta di aver recuperato parte della mia antica filosofia di vita: "Se ti danno solo fastidio e puoi, eliminali". Forse tutto questo caldo non è venuto solo per nuocere. D'altronde, come diceva Caparezza: Trovo molto interessante… La mia parte intollerante…

Insta… words?

Ci sarebbero tante cose da dire e da raccontare, da come ho ricoverato uno dei miei “gattini di campagna” a casa mia che stava male perché debilitato dal troppo caldo, di come io e mio fratello ci siamo messi a giocare a Uno di nuovo anche se fa tanto vintage, del fatto che mio papà mi abbia costruito un’amaca, oggetto che desideravo da quando la vidi sotto il portacoda di Paperino per la prima volta su “Topolino”, del fatto che mi sia fatta una scorpacciata di Rat Man in pochi giorni, del fatto che abbia scoperto di amare più Lomo Camera che Instagram, di come abbia partecipato alla mia prima sfilata medievale e di come abbia rimesso a nuovo il sito di mia mamma. Ma più di tutto, quello che mi preme rivelare al mondo è che a volte l’intolleranza a certe situazioni possa essere, a dispetto delle apparenze, benefica, poiché permette di stare meglio con se stessi e con gli altri. Non sottovalutatela!  :witch: P.S. Il nuovo vestito del blog è opera della mia deliziosa quanto geniale …