All posts filed under: Follie di prima gioventù

Il CardioGAG

Ieri ho avuto l’ennesima conferma che la palestra è un luogo infido ove, invogliati dai poster di giovani esemplari umani abbronzati ed in forma, si viene convinti, come novelli masochisti, a pagare del prezioso danaro per perdere ogni dignità. Prendiamo la lezione che ho seguito ieri, ad esempio. CardioGAG. Sapevo a naso di cosa si trattasse, sapevo che avrei sudato, ma ciò che non sapevo è che lì nessuno avrebbe sudato tranne me. Accerchiata da ventenni avvolte in tutine all’ultima moda che Jill Cooper può accompagnare solo, ho sperimentato quanto possa essere incredibilmente lunga un’ora di orologio. In un pratico elenco puntato andrò a narrarvi i motivi per i quali ho trovato la lezione non solo faticosa, ma anche demoralizzante. L’abbigliamento  Come anticipato, le ventenni indossavano tutine nere con inserti colorati, fascianti & snellenti, che rendevano i loro giovani corpi affusolati e sodi. Guizzi giallo, verde acido e rosa shocking (molto anni ’80 devo dire) allietavano la sala dove si svolgeva la lezione. Io avevo indosso i pantaloncini di Marito, poiché l’unico paio di indumento …

Organizzare un matrimonio – pt 2

Nell’immaginario collettivo, la futura sposa è una creaturina amabile, seduta su di una sedia accanto ad una finestra, a sognare del suo futuro marito. E’ emozionata, piena d’amore, presa da una felicità incontenibile ed impossibile da esprimere con parole umane. E’ lì, la creaturina, è lì a torcersi le manine sorridendo al pensiero del suo grande amore all’altare, immaginando quando percorrerà la navata della chiesa al braccio del padre verso il suo Lui, e mentre immagina questo sorride, con una lacrima che le vela appena gli occhioni pieni di fiducia e di felicità. Ecco, dimenticate tutto questo. Nella realtà la sposa è una creaturina indaffarata, a tratti isterica, il cui già pregevole cervello deve elaborare mille informazioni e risolvere mille problemi alla volta. Esistono milioni di tradizioni, dettagli, personaggi da gestire, per una sposa. Deve pensare a quale fiori vuole, di che colore li vuole, in che numero, forma e dimensione li vuole; deve scegliere il vestito, i gioielli, i capelli, il trucco; deve combattere con i parenti, le amiche, i fornitori; deve saper correre …

La parola che inizia per D.

Ieri sera il mio adorabile Fidanzato mi fa, indicando lo spazio tra la scrivania ed il muro: “Vedi qui, qui ci starebbe bene una cesta, c’è un sacco di posto vuoto. Oppure l’asse da stiro aperta! (NDR: E’ da una ventina di giorni che dico di voler comprare un’asse da stiro seria in luogo di quella da tavolo dell’Ikea) Così farebbe anche da piano di appoggio…” “…” “Eh? Che ne dici?” “Tu dimentichi la regola universale che vige in questa casa.” “…” “Comincia per D” “Che Decidi tu.” “Anche. Ma ora… qual è la regola universale, principio primo, assioma incontestato ed incontestabile?” “…” “Il Design!!! Ti pare che un’asse da stiro posizionata lì, aperta addirittura, rispetti le regole universali del Design?” (…ad ogni modo, anche il Decidi tu è cosa buona e giusta, se non sacrosanta.)