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Organizzare un matrimonio – pt 2

Nell’immaginario collettivo, la futura sposa è una creaturina amabile, seduta su di una sedia accanto ad una finestra, a sognare del suo futuro marito. E’ emozionata, piena d’amore, presa da una felicità incontenibile ed impossibile da esprimere con parole umane. E’ lì, la creaturina, è lì a torcersi le manine sorridendo al pensiero del suo grande amore all’altare, immaginando quando percorrerà la navata della chiesa al braccio del padre verso il suo Lui, e mentre immagina questo sorride, con una lacrima che le vela appena gli occhioni pieni di fiducia e di felicità. Ecco, dimenticate tutto questo. Nella realtà la sposa è una creaturina indaffarata, a tratti isterica, il cui già pregevole cervello deve elaborare mille informazioni e risolvere mille problemi alla volta. Esistono milioni di tradizioni, dettagli, personaggi da gestire, per una sposa. Deve pensare a quale fiori vuole, di che colore li vuole, in che numero, forma e dimensione li vuole; deve scegliere il vestito, i gioielli, i capelli, il trucco; deve combattere con i parenti, le amiche, i fornitori; deve saper correre …

Organizzare un matrimonio

Ebbene sì: sono mancata per un mese intero a causa del mio… matrimonio. La vostra diario di carta si è sposata! Organizzare un matrimonio è qualcosa di incredibilmente divertente ed istruttivo, da un certo qual punto di vista. So bene che è un’esperienza stressante, faticosa e a tratti allucinante; tuttavia permette di venire a contatto con diverse persone e di conoscere davvero quelle che credevate di conoscere. In questi lunghi mesi di preparazione, infatti, sono venuta a contatto con svariate tipologie di personaggi, che mi divertirò ad elencare qui sotto. La tizia dell’agenzia di viaggi Efficientissima, velocissima, iperconnessa. In cinque minuti ha organizzato il nostro viaggio di nozze chiamando da Roma a Bangok passando per Dubai (era così, no?) Unica pecca: o si fa così o si fa pomì. Alle nostre richieste (legittime) di trovare un modo alternativo per permettere agli invitati di farci il regalo che non fosse il suo sito online (per di più poco curato nei dettagli), si è chiusa a riccio in un modo impressionante, e, ultimamente, non ha neanche più risposto …

La parola che inizia per D.

Ieri sera il mio adorabile Fidanzato mi fa, indicando lo spazio tra la scrivania ed il muro: “Vedi qui, qui ci starebbe bene una cesta, c’è un sacco di posto vuoto. Oppure l’asse da stiro aperta! (NDR: E’ da una ventina di giorni che dico di voler comprare un’asse da stiro seria in luogo di quella da tavolo dell’Ikea) Così farebbe anche da piano di appoggio…” “…” “Eh? Che ne dici?” “Tu dimentichi la regola universale che vige in questa casa.” “…” “Comincia per D” “Che Decidi tu.” “Anche. Ma ora… qual è la regola universale, principio primo, assioma incontestato ed incontestabile?” “…” “Il Design!!! Ti pare che un’asse da stiro posizionata lì, aperta addirittura, rispetti le regole universali del Design?” (…ad ogni modo, anche il Decidi tu è cosa buona e giusta, se non sacrosanta.)