Writing 101: Commit to a Writing Practice

Standard

La terza traccia del Writing 101 è Writing 101: Commit to a Writing Practice.

Today, celebrate three songs that are significant to you. For your twist, write for fifteen minutes without stopping — and build a writing habit.

Write about the three most important songs in your life — what do they mean to you?

Nailing Brahms’ Hungarian Dance Number 5 on your alto sax. Making perfect pulled pork tacos. Drawing what you see. Or, writing a novel. Each requires that you make practice a habit.

Today, try free writing. To begin, empty your mind onto the page. Don’t censor yourself; don’t think. Just let go. Let the emotions or memories connected to your three songs carry you.

Today’s twist: You’ll commit to a writing practice. The frequency and the amount of time you choose to spend today — and moving forward — are up to you, but we recommend a minimum of fifteen uninterrupted minutes per day.

Tre canzoni che amo.

La prima che mi viene in mente è senz’altro “My heart in the Highlands”, tratta dalla Grande Bellezza, film che ho visto almeno una decina di volte da quanto mi piace, e che ho ascoltato fino allo sfinimento senza mai stancarmi.

Cosa mi viene in mente quando l’ascolto?

Boschi. Praterie. Nebbia. Cervi e caprioli, natura selvaggia ed incontaminata, “Il viandante sul mare di nebbia” di Friederich e il mio paesino. Dopo le visioni iniziali, infatti, immagino, sempre, una me futura in una città a caso (spero sempre in Toscana), lontana dal mio paesello, che pensa al paesello da dove è partita con lo stesso stato d’animo del poeta che scrisse questo testo tantissimo tempo fa. Perché mi piace tanto questa canzone? E’ intensa e bellissima, piena di una struggente malinconia e impregnata di romanticismo. Mi fa pensare al futuro, invece che al passato, come capita invece a Jep Gambardella. Quando l’ascolto sul pullman, riesce a coprire, con la sua Grande Bellezza, le chiacchiere inutili e vuote della gente intorno a me, e mi fa pensare a quanto la Bellezza, alla fine, vinca sempre su tutto. E mi dà speranza, e conforto per l’avvenire di questa miserabile umanità.

“My heart is in the Highlands, where ever I go”.

La seconda canzone che mi viene in mente è “L’ultima luna”, di Lucio Dalla.

Adoro questa canzone. Scoprì anche questa grazie ad un film, “Borotalco” di Carlo Verdone, se non erro. E da allora non ho più smesso di ascoltarla. Adoro il suo testo, che racconta una storia in crescendo, adoro il suo ritmo, che è quello di una filastrocca, adoro l’ironia cattiva di cui si fa portatrice e persino le figure inquietanti che descrive. Ho sempre pensato che Dalla fosse un genio, e ascoltando questa canzone ne ho avuto la conferma.

 “…con grandi ali prese la luna tra le mani, tra le mani

e volò via e volò via era l’uomo di domani.”

La terza canzone che mi viene in mente è “Il cielo d’Irlanda”. Mi piace perché è allegra, energica e mette la carica. Mi vengono in mente reel, balli scatenati e gente che, tenendosi a braccetto, gira in tondo facendo muovere le gambe. Immagino le donne con gonne colorate e svolazzanti, busti attillati e scarpette di velluto, immagino gli uomini con pantaloni e camicia e grossi boccali di birra in mano, immagino cani e natura, immagino paesini e città, immagino isole, mari, cieli, nuvole e tanto verde.

“Il cielo d’Irlanda è Dio che suona la fisarmonica.”

Writing 101: Unlock the Mind

Standard

Oggi inizia il Writing 101, e lo fa dando come traccia Writing 101: Unlock the Mind, ovvero: sblocca la tua mente e scrivi tutto ciò che ti passa per la testa. Sono contenta di partecipare a questo progetto: tra le cose belle di WordPress c’è proprio quella di fornire spunti sempre nuovi per scrivere, e, come valore aggiunto, il Writing 101 favorisce ancora di più l’interazione con gli altri blogger. Scrivere è sempre stata la mia passione, fin da piccina, e trovare qualcuno che mi aiuti a farlo ogni giorno, arricchendo il mio blog di post e contenuti vari, superando il blocco dello scrittore, è sempre una cosa buona e giusta. Se poi mi permette di migliorare il mio inglese, spingendomi a scrivere anche in questa lingua, tanto meglio.

Spero solo di non fare troppi errori di traduzione.


Writing 101 starts today, and it does with the assignment Writing 101: Unlock the Mind, namely: write whatever comes to your head. I’m happy to participate in this project: one of the nice things about WordPress is precisely to provide new inspiration, and, as an added value, the Writing 101 encourages even more interaction with other bloggers. Writing has always been my passion, since I was little one, and find someone to help me to do it every day, enriching my blog, overcoming writer’s block, it is always a good thing. Then, if it also allows me to improve my English skills, pushing me to write in this language, all the better.

I just hope not making too many mistakes in translation.

Writing 101, Day Six: A Character-Building Experience

Standard

Writing 101, Day Six: A Character-Building Experience
Today, you’ll write about the most interesting person you’ve met in 2014. In your twist, develop and shape your portrait further in a character study.

Writing 101, Day Six: A Character-Building Experience.

La persona che le sembrò la più interessante, quell’anno, fu proprio la sua superiore. Rossella era una donna piccola e svelta, dalla statura non troppo slanciata, mani e piedi svelti dalle unghie laccate di rosso, capelli nero corvini tagliati alla maschiaccio ed un paio di occhi verdi furbi e indagatori. Era una di quelle donne alla quale davvero non potevi far perdere la pazienza, impulsiva ed irresponsabile com’era: sarebbe bastato un niente per farti volar via dalla porta con uno strillo o con una serie di strilli, se le prendeva bene. Aveva le sopracciglia tatuate, la pelle abbronzata, ed era tonica ed agile: i suoi muscoli scattavano, nonostante l’età, e amava camminare per i corridoi ancheggiando, un po’ per farsi guardare e un po’ (sopratutto) per piacere. Vestiva sempre in modo attillato: leggins, magliette aderenti, reggiseni push up; tutto in lei urlava indipendenza e follia. Spesso e volentieri era decisamente fuori dalle righe: apparire era un suo modo di essere, e, essendole naturale, le riusciva piuttosto bene. In molti non la vedevano di buon occhio, ma era oggettivamente una donna preparata e competente, che sapeva il fatto suo e conosceva il suo lavoro. Amava ragionare sui dilemmi che le venivano sottoposti, e non si limitava a scartarli con una manata impaziente e svogliata. Andava sempre fino in fondo, con la caparbietà degna di un mulo. Era questa sua lucida follia, questo suo contrasto insanabile tra raziocinio e impulsività che la rendeva tanto interessante. Era come assistere, ogni volta, al manifestarsi di un fenomeno naturale.